A Ercolano, a pochi chilometri da Napoli, c’è un’altra Terra dei Fuochi, dove si muore per la presenza di discariche abusive che hanno inquinato il terreno, l’aria e l’acqua, ma di cui nessuno parla in televisione e di cui lo Stato non si interessa. E’ la denuncia del coraggioso parroco della frazione di San Vito, don Marco Ricci, che, ha contato, in una comunità di seimila abitanti, decine di casi di leucemie e tumori con un’incidenza ben più alta della media nazionale.

Il sacerdote ha voluto celebrare, nella sua chiesa, una messa per ricordare le vittime di questa strage per troppi anni passata sotto silenzio. Il luogo di culto era stracolmo, neppure lui si aspettava una presenza così massiccia della popolazione. Prima dell’inizio della celebrazione, ai piedi dell’altare i parenti delle vittime avevano riposto delle fotografie dei loro congiunti: se ne sono contate a decine. Alla cerimonia non hanno partecipato le istituzioni locali.

“Numeri e volti di una strage causata dalla corruzione e dall'omertà, con il consenso dei nostri politici locali e nazionali, di oggi e di ieri. – ha attaccato don Marco – Ma prima o poi arriverà il giudizio di Dio!” Durante la messa il parroco ha lanciato un monito alle istituzioni ed una richiesta di conversione a chi ha inquinato il territorio, causando lutti e tanto dolore.

Proprio don Marco era riuscito, con l’aiuto del tossicologo Gerardo Ciannella, a far realizzare una sorta di registro tumori “fai da te” intervistando tante famiglie ercolanesi, in seguito al ritrovamento di fusti di rifiuti tossici a poche centinaia di metri dalla parrocchia. Era stato proprio don Marco ad indirizzare, in quel caso, le forze dell’ordine, in seguito al pentimento di un fedele che aveva contribuito agli sversamenti e che aveva raccontato tutto al sacerdote nel corso di una confessione.

“Tutti quanti noi, ma in modo particolare, deve chiedere perdono chi ha seppellito e inquinato le nostre terre e chi ha fatto fare ciò. – ha detto don Marco Ricci – Deve chiedere perdono chi sa ma tace, o perché ha paura o perché è colluso. Deve chiedere perdono chi denigra coloro che si impegnano e denunciano; chi ci dovrebbe tutelare facendo emergere la verità e non affossandola… Deve chiedere perdono chi dice che i roghi tossici nascono dall’autocombustione; chi accusa che si crea allarme e fango tra la gente; chi in consiglio comunale ha detto che diffondiamo solo notizie tossiche; chi ha anche detto che i dati della mortalità dell’Istituto Superiore di Sanità non sono attendibili; chi si piega ai poteri forti e non fa nulla per difendere la Madre Terra e i beni comuni; chi ci prende in giro con false promesse; chi preferisce l’immagine e il selfie alla nostra salute.“