Il Comune di Napoli è pronto a mettere a disposizione dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni i locali del suo patrimonio immobiliare. Lo ha assicurato il sindaco Luigi de Magistris, intervenuto nel dibattito promosso dall'amministrazione comunale e dai sindacati per scongiurare il trasferimento dell'Agcom da Napoli, a margine del convegno: "Prospettive di rilancio del Mezzogiorno". "Se uno dei temi – ha detto de Magistris – sono i fitti passivi, il Comune è pronto a fare la sua parte mettendo a disposizione il suo patrimonio". Proprio oggi lavoratori dell'Agcom hanno incrociato le braccia per protestate contro il trasferimento della sede dal capoluogo partenopeo. Le rappresentanze aziendali FISAC/CGIL FIBA/CISL e UILCA/UIL hanno programmato lo sciopero di quattro ore dei lavoratori della ‘Sede principale' di Napoli, contro la scelta del Consiglio dell'Autorità che, per il tramite del Segretario Generale, ha manifestato l'intenzione di non voler applicare le decisioni del Parlamento, smobilitando la sede di Napoli.

Già nelle scorse settimane era apparsa chiara la posizione dell'amministrazione partenopea al riguardo, esplicitata poi da una lettera inviata da Tommaso Sodano, nelle vesti di sindaco facente funzioni, e ribadita in una telefonata intercorsa tra de Magistris e i vertici dell'Agcom. Tanti i lavoratori presenti al dibattito che, tra gli altri, ha visto la partecipazione dell'assessore comunale alle Attività produttive, Enrico Panini e di esponenti del Parlamento tra cui Anna Maria  Carloni e Massimiliano Manfredi. "Come Comune – ha specificato il primo cittadino – siamo impegnati per vincere questa battaglia al fianco dei lavoratori. Napoli non può essere espropriata di sedi istituzionalmente rilevanti e i suoi lavoratori devono essere preservati e valorizzati".

La polemica, tuttavia, ha origini lontane. Sin dalla sua costituzione si discute se L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni debba avere sede "principale" a Napoli o a Roma. L'originaria sede di rappresentanza della capitale, infatti, è diventata negli anni – di fatto – la sede più importante. Il tira e molla tra le due città si trascina ormai da anni, ma solo ora è sfociato in scontro aperto con i sindacati interni che rappresentano i lavoratori della sede partenopea.