È stata una puntata dai toni accesi e polemici quella de "L'Arena", programma condotto da Massimo Giletti che va in onda ogni domenica su Rai Uno. Nella puntata di ieri molto spazio è stato dedicato alla questione dei titoli di viaggio della Circumvesuviana di Napoli non pagati dai familiari dei dipendenti dell'azienda. Il caso è nato dopo che, alla notizia dell'abolizione di questi "diritti" i sindacati avevano disposto uno sciopero dei treni, poi rientrato all'ultimo minuto. In un servizio mandato in onda nel corso della trasmissione, due cronisti si aggiravano per le stazioni della Circum con delle telecamere nascoste, riuscendo a passare i tornelli dichiarando semplicemente ai controllori di essere parenti di un dipendente dell'Eav – Ente autonomo volturno – l'azienda che gestisce la linea. Una volta concluso il servizio, Giletti arringa: "In una metropolitana normale non funziona così. E se la gente pagasse il biglietto l’Eav potrebbe recuperare fino a due milioni di euro".

In studio, oltre a vari giornalisti e opinionisti, era presente anche il presidente dell'azienda, Umberto De Gregorio che alle parole del conduttore risponde così: "La vostra inchiesta si riferisce a un provvedimento di favore per i parenti dei dipendenti che riguarda un regio decreto del 1931 cancellato tre anni fa. Io dai sindacati mi aspetterei uno sciopero per sbloccare le risorse finanziarie che il governo ci deve dal 2013 e che consentirebbero di evitare il fallimento dell’Eav. E invece si minacciano scioperi, poi rientrati, per ripristinare le tessere familiari. L’azienda è in crisi ed è giusto che tutti paghino il biglietto. Noi faremo quello che fanno tutte le ferrovie del Nord e daremo in busta paga un buono di 250 euro all’anno a famiglia come titoli di viaggio".

È solo dopo essere rientrato a Napoli e aver visto la registrazione della puntata però che lo stesso presidente De Gregorio, su Facebook, polemizza: "Il tema vero per l’Eav è lo sblocco dei fondi per salvare una holding che ha 3.100 dipendenti e che, se consideriamo tutto l’indotto, garantisce reddito a cinquantamila persone. Parlo di famiglie, ovviamente. Questa è la situazione. La trasmissione di Giletti ha un limite forte, ne ero al corrente. Fa gridare la “piazza” per trenta minuti e poi consente di “ragionare” a chi può spiegare qualcosa per tre minuti. Oggi la Tv funziona cosi, spesso non aiuta a capire né a risolvere i problemi. Mi auguro che i miei amici sindacalisti abbiano compreso che oggi è il momento di scioperare, eventualmente, tutti insieme, per altro" ha poi concluso.