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È partito il monitoraggio in tempo reale dei movimenti dei gas emessi dalle fumarole dei Campi Flegrei, il supervulcano considerato il più pericoloso d'Europa. Il progetto, messo a punto dall'Ingv, dall'Università della Campania "Luigi Vanvitelli" e dal Gfz di Postdam, in Germania, è stato sperimentato nell'area fumarolica Pisciarelli – compresa tra Pozzuoli e Agnano – tra il 2009 e il 2012, periodo di forte intensità del vulcano, e pubblicato sull'International Journal of Mass Spectrometry. L'attività gassose delle fumarole – i caratteristici sbuffi di fumo che contraddistinguono i Campi Flegrei – è una delle principali indicazioni di un'eruzione, da qui l'importanza di monitorarla.

La mappa della caldera dei Campi Flegreiin foto: La mappa della caldera dei Campi Flegrei

"Il metodo permette di campionare e analizzare in modo continuo i gas fumarolici attraverso uno spettrometro di massa quadrupolare, installato nei pressi della zona di emissione di gas vulcanici delle fumarole dei Campi Flegrei, determinando le concentrazioni delle specie chimiche di maggiore interesse in tempo reale" spiega Alessandro Fedele, ricercatore dell'Ingv. "Questo consente – prosegue il ricercatore – di acquisire e analizzare in tempo reale una grande mole di dati inerenti la composizione geochimica dei gas emessi e rappresenta un grande passo in avanti rispetto al più complesso e rischioso sistema, normalmente utilizzato, di campionare manualmente i gas fumarolici, trasportarli in laboratorio e solo successivamente analizzarli".