I ricercatori dell'Ingv, insieme a quelli dell'Università di Granada, dell'Università di Aberdeen e del Cnrs francese, hanno individuato un nuovo sistema per monitorare in maniera semplice e veloce i cambiamenti del supervulcano dei Campi Flegrei, considerato il più pericoloso d'Europa, tenuto sotto costante osservazione dal 2012. Si tratta di un parametro definito sismicità di background, ovvero la somma dei fenomeni sismici che hanno interessato la caldera negli ultimi anni. "L'interpretazione di tutti i segnali associati a tali fenomeni è particolarmente complessa nel caso delle caldere" dichiara Giovanni Chiodini, ricercatore Ingv. "Talvolta il susseguirsi di terremoti associati a forti innalzamenti del suolo e all'aumento dei vapori emessi dal vulcano non sempre anticipa un'eruzione. Può accadere anche il contrario, ovvero che le eruzioni siano precedute solo da deboli variazioni dei segnali geofisici e geochimici".

Lo studio, denominato "Clues on the origin of post-2000 earthquakes at Campi Flegrei caldera", è stato pubblicato su Scientific Reports (Nature) e ha messo in relazione tutti i fenomeni sismici avvenuti nei Campi Flegrei dal 2000 ad oggi con l'innalzamento del suolo e le variazioni nella composizione delle caratteristiche fumarole che compongono il supervulcano.