"C'è una signora che disturba anche quando sta a cento metri di distanza, questa chiattona…". Vincenzo De Luca con il solito tono sarcastico al limite apostrofa in questo modo una consigliera del Movimento Cinque Stelle che oggi manifestava in Aula esponendo cartelli su cui c'era scritto "Siamo in una Delucrazia". Presumibilmente si tratta di Valeria Ciarambino, capogruppo M5S in Aula che peraltro di De Luca è stata avversaria alle passate Elezioni Regionali, definita dunque chiattona, aggettivo spregiativo che in dialetto napoletano che vuol dire ‘grassona'. Alle spalle del governatore c'era il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli.

Nel video dell'agenzia di stampa parlamentare "Dire" che sta girando sui social newtork oltre alle risate si sente chiaramente un'altra voce che apostrofa il governatore: "Presidente, questo no eh…". E De Luca di rimando: "Ma non ho fatto nomi eh stavo parlando dei miei amici che stanno passando lì..".

Beppe Grillo e Di Maio: "De Luca Cafone"

Beppe Grillo subito in campo per i suoi twitta "Valeria sei una roccia. Questa è la classe dirigente del Pd". "Che De Luca fosse un cafone lo sapevamo, ma ha oltrepassato il limite. Questa è la classe dirigente del Pd. Forza Valeria, sei una roccia!". Così il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio su Twitter, in difesa della capogruppo regionale pentastellata. Solidarietà anche dal presidente della Commissione Vigilanza Rai, il napoletano Roberto Fico.

De Luca attacca: "Confondono imbecillità per democrazia"

La tensione fra governatore e opposizione Cinque Stelle in Campania è altissima: "Se qualcuno confonde queste imbecillità per democrazia credo che si sbagli", aveva dichiarato poco prima De Luca commentando i contenuti di alcuni degli emendamenti presentati dai Cinque stelle al collegato alla legge di stabilità. "I Cinque stelle – aveva detto – hanno proposto di istituire le fontanelle pubbliche per i cani, 100mila euro, una multa da 500 euro per i commercianti che non offrono bicchieri d'acqua, un altro riguardava i dipendenti regionali da obbligare a fare le pulizie". "Questi sono i grandi emendamenti dei Cinque stelle – ha affermato – quelli che danno 13mila euro al mese a Di Maio per mandarlo a saltare in piazza al grido di onestà".