"Il Parco San Gaetano Errico chiude a tempo indeterminato". Questo è il cartello, scritto a penna su un cartone stracciato, che è stato affisso ai cancelli del parco inaugurato al Rione Kennedy di Secondigliano dal Comune di Napoli (giunta Jervolino), nove anni fa. È durato un paio di anni a pieno regime, con la massima sicurezza garantita giorno e notte, poi l'incuria, il degrado, gli atti vandalici. Fino ad oggi. La foto, pubblicata dal blog "Una voce per Secondigliano", testimonia così la fine del ‘parco della vergogna', così come è chiamato dagli abitanti del quartiere, che versava in effetti da troppo tempo in condizioni disastrose.

Già due anni fa, raccontavamo di come il parco non garantisse le condizioni minime di sicurezza. Si contano sulle dita di una mano le panchine rimaste intatte dai puntuali assalti notturni dei teppisti, alcune immerse nei laghetti artificiali lasciati all'incuria e ancora un anfiteatro realizzato in mattoni completamente distrutto, campi da tennis e da basket, che venivano utilizzati regolarmente anni fa, trasformati in zone pericolose con le recinzioni divelte e ridotte ad un cumulo di ferraglia arrugginita. Ciononostante, tutte le mattine mamme temerarie continuavano a portare i loro piccoli alle altalene e agli scivoli, sulle poche panchine si continua a sostare e a godere della frescura di quello che, nonostante tutto, restava l'unico vero polmone verde della zona.

La chiusura del parco è avvenuta tra le proteste degli abitanti. Alcuni ragazzini hanno riempito la strada dell'ingresso principale, quello di viale delle Galassie, con i bidoni dell'immondizia. Servono interventi di riqualificazione, servono nuovi elementi, serve la vigilanza, servono risposte. Il parco resta chiuso a tempo indeterminato e Secondigliano continua ad essere considerata dall'amministrazione comunale come una zona di serie B. Eppure proprio da quel parco è nata una parte del movimento musicale della nuova scena napoletana, su tutti PeppOh che alla città ha dedicato "Chesta notte". Servono spazi come questi, servono strutture che garantiscano socializzazione e aggregazione spontanea, gratuita. Gli abitanti del quartiere si augurano risposte concrete dall'amministrazione comunale.