Prende corpo un'inquietante ipotesi tra le tante emerse nelle ultime ore riguardo il crollo della palazzina di Torre Annunziata, costato la vita ad otto persone tra cui due bambini. E cioè che i lavori di ristrutturazione al secondo piano dello stabile riguardassero in realtà la costruzione di una sorta di Bed & Breakfast. Lo ricostruisce, attraverso le testimonianze di gente del posto, l'edizione odierna de "il Mattino".

Diverse persone avrebbero infatti spiegato che l'idea era quella di creare un B&B e, soprattutto, un enorme open space. Pare che negli ultimi tre giorni precedenti al disastro si fossero intensificati i lavori, e c'è chi parla dell'utilizzo di martelli pneumatici. Ipotesi che ora saranno vagliate attentamente dalla Procura di Torre Annunziata, che indaga per disastro colposo e omicidio plurimo, con ipotesi di reato a carico di ignoti. Le indagini sono coordinate dal procuratore aggiunto Pierpaolo Filippelli, in contatto con il procuratore capo Alessandro Pennasilico che si trova attualmente in ferie, ed affidata al pm Andreana Ambrosino.

La Procura al lavoro

Intanto la Procura ha acquisito le carte relative all'edificio dall'Ufficio Tecnico del Municipio, diretto dallo scorso gennaio dall'ingegnere Nunzio Ariano: appena quattro i documenti consegnati ai Carabinieri, ovvero la licenza edilizia del 1957, il certificato di agibilità del 1959, le Scie dei lavori avviati al primo e secondo pianto, e le dichiarazioni di inizio ristrutturazioni (obbligatorie per legge con indicazione degli interventi non strutturali previsti, che non implicano eventuali aumenti di volumi tali da violare la concessione edilizia sull'immobile.