"Posso giurare che non ho fatto niente di proibito…ti ho dato la mia parola e non ti deluderò. Sono altoatesino, non sono napoletano". Queste parole le scrisse Alex Schwazer nel 2013 prima di essere trovato positivo al doping. La conversazione, una mail scambiata con il suo medico federale, risale ai momenti immediatamente precedenti alla squalifica per assunzione di Epo. A distanza di 4 anni dal baratro di Londra 2012, il marciatore altoatesino, secondo la Gazzetta dello Sport, sarebbe stato trovato nuovamente positivo al doping, ricascando nella tentazione di fare uso di sostanze non consentite.

Dopo qualche giorno, Schwazer ritrattò quelle dichiarazioni, chiedendo scusa ai napoletani: "Voglio bene a Napoli ed ai napoletani – disse – Ho un bellissimo ricordo di una gara a Napoli vinta nel 2010. Estrapolare, come è avvenuto, da una mia breve dichiarazione, dove volevo semplicemente e scherzosamente dire che non possiedo doti di furbizia, una mia mancanza di stima verso i napoletani è offensivo per i miei sentimenti di rispetto verso Napoli e i suoi cittadini".

Sul caso intervenne anche Patrizio Oliva, campione olimpico di boxe, il quale prese una posizione netta nei confronti del marciatore, usando parole al vetriolo: "Ma come si permette? Penso che Schwazer, dopo quello che ha fatto dovrebbe chiudersi in casa e non uscire più per la vergogna. E invece dimostra non solo di essere uno sportivo scorretto ma anche un razzista".