Oggi, 15 febbraio, nel 1898 nasceva a Napoli Antonio De Curtis, quello che sarebbe diventato famoso in tutto il mondo come Totò, uno dei più grandi attori che l'Italia abbia mai conosciuto. Quest'anno, però, nel 2017 (ad aprile per la precisione) ricorrono anche i 50 anni dalla morte del "principe della risata". Tanti gli omaggi che il Paese ha voluto tributargli, dal dolce dedicatogli dalla pasticceria napoletana Poppella, alla Zecca dello Stato che per l'occasione ha coniato una moneta raffigurante il volto del grande attore.

Palazzo dello Spagnolo al Rione Sanitàin foto: Palazzo dello Spagnolo al Rione Sanità

A fronte della ricorrenza, e considerando gli omaggi di cui sopra, risalta ancora di più agli occhi l'assenza di un museo dedicato al grande attore. O meglio: il museo c'è, ma è da quasi 20 anni che ne viene ritardata l'apertura. L'idea del museo, promosso dalla Fondazione De Curtis, presieduta da Liliana, la figlia di Totò, è nata nel 1999, con l'intento di collocarlo in due appartamenti già acquistati nel monumentale Palazzo dello Spagnolo, al Rione Sanità, a due passi dal luogo in cui è nato l'attore. Da allora, però, tra permessi e autorizzazioni mancanti, il museo non è ancora stato aperto. Nel marzo dello scorso anno, il Comune di Napoli aveva sbloccato i fondi per la realizzazione del museo, dichiarandone l'apertura entro il 2016. A febbraio del 2017, nel cinquantenario della morte di Totò, del museo nemmeno l'ombra.