in foto: Un esemplare di "Napo" la moneta–sconto firmata da Luigi de Magistris

Non è più valido il "Napo" la banconota-sconto ideata dall'Amministrazione comunale di Napoli guidata da Luigi de Magistris tre anni fa per usufruire di agevolazioni su determinati acquisti. Nel 2012 a ideare il "Napo" fu l'allora assessore allo Sviluppo del Comune di Napoli, il giornalista e meridionalista Marco Esposito.Il 31 dicembre 2015 scadeva infatti la possibilità d'utilizzo del buono sconto che a onor del vero non è mai decollato: dopo un primo inizio scoppiettante durante una Notte Bianca al Vomero, i napoletani accolsero con sostanziale disinteresse il Napo, relegandolo in un cassetto. A quanto apprende Napoli Fanpage.it per il momento non si prevedono nuove ristampe dei buoni-sconto; la pagina sull'argomento nel sito del Comune è stata disattivata.

E dire che gli obiettivi erano assolutamente ambiziosi: stampare un foglietto del tutto simile a una banconota (tagli da 1, 2, 5 e 10) da distribuire in uffici comunali e nel circuito commerciale e turistico,  riutilizzabile dagli utenti negli stessi circuiti commerciali per ottenere beni e servizi. Esempio: 20 euro di spesa in un negozio convenzionato con lo sconto del 10 percento dava diritto a pagare 18 euro e 2 Napo che sarebbero poi stati riutilizzati dai commercianti anche per ottenere alcuni servizi dell'Ente. Un'idea non del Comune di Napoli ma presa a prestito dal primissimo nucleo del Movimento Cinque Stelle di Napoli che ideò anni fa un'altra moneta equivalente, lo "Scec".

L'idea del Napo venne realizzata in effetti nel periodo di maggior collaborazione tra De Magistris e i grillini partenopei: alle riunioni presero infatti parte Roberto Fico, oggi deputato M5S e Mariano Peluso, portavoce del Cinque Stelle a Napoli e oggi papabile avversario di Luigi de Magistris alle Comunali 2016.