in foto: Il nuovo ingresso dell'Edenlandia dopo i lavori di restauro (Facebook)

Non accenna a placarsi la polemica intorno al Santa Claus Village, il villaggio di Babbo Natale che avrebbe dovuto svolgersi negli ambienti dell'Edenlandia dal 26 novembre al 26 dicembre scorsi e che è stato chiuso a soli sei giorni dall'inaugurazione dagli uomini della polizia municipale per mancanza di autorizzazioni. La vicenda è infatti finita in tribunale con la Key&Go, la società organizzatrice dell'evento, che ha presentato ricorso al Tar Campania e ha chiesto al Comune di Napoli, come riporta il quotidiano Il Mattino, un risarcimento record di 705 mila euro.

Il motivo della decisione della società di tirare in ballo Palazzo San Giacomo è contenuto nei documenti del ricorso. "Il Comune – si legge nelle carte presentate – pare che abbia prima con il verbale del 17 novembre 2016, espresso parere favorevole all'evento programmato, così come riportato in una tavola del 24 ottobre per poi esprimere parere non favorevole il 7 dicembre per difformità del progetto approvato in precedenza". La polizia municipale, prima di apporre i sigilli all'area di Fuorigrotta, aveva infatti rilevato una carenza nella parte documentale, ma nonostante questo era stato dato ugualmente il via libera all'organizzazione del Santa Claus Village.

Per questo, gli organizzatori hanno chiesto al Tribunale amministrativo regionale di annullare gli atti che hanno portato alla chiusura del villaggio di Babbo Natale e al Comune di risarcire il danno, secondo una stima presentata nel ricorso, del valore di 705 mila euro. Intanto, continua il conto alla rovescia per la riapertura dell'intero parco divertimenti, chiuso dal 2013: secondo quanto annunciato nei mesi scorsi, l'Edenlandia dovrebbe tornare in attività il prossimo aprile per la gioia di grandi e bambini.