Elezioni amministrative in provincia di Napoli macchiate dai brogli a Sant'Antimo, comune di 34mila abitanti dell'hinterland nord partneopeo. Nella giornata in cui i cittadini sono chiamati a scegliere tra i sei candidati sindaco in lizza, i carabinieri della compagnia di Giuliano hanno fatto irruzione in un'abitazione arrestando tre persone. I tre, tra cui figura il proprietario di casa, un incensurato, sono stati trovati in possesso di 321 tessere elettorali appartenenti ad altrettanti cittadini. All'interno delle schede era inserito un facsimile della scheda di voto con l'indicazione dei candidati da scegliere: Si tratterebbe in tutti i casi dello stesso consigliere comunale.

Voto inquinato a Sant'Antimo.

Su disposizione della procura le tessere elettorali sono state restituite ai legittimi proprietari per permettere loro di esercitare il proprio diritto di voto. Contestualmente è stato chiesto ai cittadini come mai la loro tessera fosse nelle mani di altri. I proprietari delle schede avrebbero consegnato le proprie tessere dietro un corrispettivo un denaro (si parla di una somma compresa tra 30 e 50 euro), per ricevere le "indicazioni" di voto. Proseguono comunque le verifiche da parte degli investigatori: il voto nel comune di Sant'Antimo prosegue, anche se l'episodio getta un'ombra sinistra sulla regolarità dello stesso.

Il candidato sindaco ‘preferito': Non c'entro.

Corrado Chiariello, il candidato sindaco di centrodestra a Sant'Antimo il cui nome sarebbe quello per cui si ‘spendeva' il candidato consigliere replica con durezza alle vicende: "Gli arresti delle ultime ore per compravendita di schede elettorali denotano un modo di fare vergognoso e criminale che nulla ha a che fare con la politica. Un modo di fare delinquenziale, lontanissimo dalla mia idea di politica e di amministrazione della cosa pubblica".  Chiariello, 45 anni, vicesindaco uscente di Sant'Antimo, guida una coalizione composta da Fi, Nuovo Psi e varie liste civiche.