Sono tornate in libertà le tre persone arrestate per presunti brogli elettorali a Sant'Antimo, in provincia di Napoli. Lo riporta il quotidiano "Il Mattino". Nell'abitazione di uno dei tre, all'alba di domenica 11 giugno (primo turno delle elezioni amministrative per eleggere il sindaco) erano state trovate 321 tessere elettorali appartenenti ad altrettanti cittadini. Nelle tessere, secondo quanto appurato finora, era inserito un fac-simile con l'indicazione di voto per un candidato consigliere collegato a Corrado Chiariello (che non c'entra nella vicenda e ne ha preso le distanze), attuale vicesindaco e candidato sindaco per il centrodestra.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli Nord, Raffaele Coppola, ha rimesso in libertà i tre arrestati, derubricando inoltre l'ipotesi di reato di associazione per delinquere finalizzata alla truffa elettorale in corruzione elettorale semplice. Resta confermata, in ogni caso, la circostanza che all'interno delle tessere elettorali vi fosse il nome del candidato consigliere – si tratta di Antimo Alfè – nonché l'indicazione della somma di denaro da versare o già versata per gli elettori che lo avessero votato. Le tre persone coinvolte nella vicenda sono tornate in libertà senza alcuna misura cautelare, ma restano indagate: i loro avvocati hanno espresso soddisfazione per la decisione del gip.