Capita spesso di sentire un artista dire che la città in cui suona "è la più bella in cui sia mai stato", fa parte del gioco e talvolta è anche vero. Capita meno però che la stessa cosa accada col tifo, non si sarebbe credibili se si cambiasse squadra ad ogni città toccata, ci sono campi in cui è meglio non giocare. Dovendo intervistare Ermal Meta, in occasione del suo doppio concerto che terrà al teatro Acacia il 17 e 18 maggio, mi sono imbattuto in alcune dichiarazioni su Sarri e sul Napoli che mi sono parse strane – Meta è pugliese, di origini albanesi – e per questo ho cercato di fugare tutti i dubbi. Il cantante ci ha spiegato che il suo amore per il Napoli non nasce per qualche partita o giocatore in particolare, ma semplicemente dal fatto che guardando le partite si è ritrovato spesso a parteggiare per i partenopei: "Non lo so neanche io il perché – ha dichiarato a Fanpage.it -, ho cominciato a vedere delle partite e mi trovavo a tifare per il Napoli, quindi ho cominciato a nutrire simpatia, per la squadra, per la storia che ha, per il valore che rappresenta per la città e per il modo in cui questo tifo viene esplicato".

Allo stesso tempo il cantante ha anche chiesto di prendere questa cosa con le pinze, dal momento che la sua passione non è di quelle da stadio, ma ci ha tenuto a sottolineare come "gli allenatori vanno e vengono, quello che resta è una squadra che è rappresentativa di una città, di un tifo di un certo tipo, che ha una partecipazione molto sentita, molto forte e questa cosa mi piace molto, è affascinante".

Per vari motivi (trasporti, infrastrutture, geografia), Napoli non è una città semplicissima per quanto riguarda i live, eppure questa volta è bastato poco perché la prima data napoletana, prevista per il 17 maggio, andasse sold out – come accaduto anche in altre città – e così gli organizzatori hanno sondato il terreno per capire se il cantante fosse disposto a bissare il giorno dopo, trovando il sì immediato del cantante che ha parlato di Napoli come di una città che è sempre stata ricettiva nei suoi confronti: "Quando fai un concerto a Napoli, sul palco puoi anche fare a meno di cantare, perché cantano tutto loro, è una cosa pazzesca".