"Devo ringraziare la Madonna che mi ha fatto trovare questa bella sorpresa". Parla così, in un misto di ironia e rabbia, la donna balzata, suo malgrado, alla cronaca nazionale negli ultimi giorni. La sua foto mentre, anestetizzata dopo un intervento chirurgico all'anca, dormiva in un letto dell'ospedale San Paolo di Napoli sporco e ricoperto di formiche. La donna, intervistata nel nosocomio di Fuorigrotta dalle telecamere del programma di Maurizio Belpietro "Dalla vostra parte", approfondimento giornalistico del Tg4, esprime così tutto il suo rammarico per la situazione che si è trovata costretta a vivere.

Accanto alla donna c'è il figlio, che la assiste, anche lui visibilmente e comprensibilmente nervoso per l'increscioso episodio, ma anche per la nuova sistemazione che hanno dato alla madre, una stanza sovraffollata. "Lei si rende conto cosa vuol dire venire da dieci giorni di rianimazione – chiede al giornalista – e ritrovarsi in una situazione del genere? E oltretutto, poi, la Sanità è quella che è". Il servizio poi sottolinea come il problema delle formiche fosse noto da tempo all'interno del nosocomio e come avesse creato disagi anche ad altri degenti.

Le telecamere del Tg4 intercettano anche il direttore sanitario dell'ospedale San Paolo, Vito Rago che, a "microfono spento" dichiara al giornalista: "L'infermiere che ha scattato la foto alla paziente prima di intervenire andrebbe preso a calci nel sedere".

"La paziente è stata dimessa"

Lo ha annunciato in un comunicato il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione Sanità, a margine di un incontro con il direttore sanitario dell'ospedale San Paolo: "La signora che s’era ritrovata ricoperta di formiche è migliorata ed è stata dimessa per essere trasferita in una clinica per la riabilitazione”. Borrelli, poi, prosegue: "C’è stato un avvicendamento nella gestione delle pulizie dentro e fuori l’ospedale, con l’Esperia che ha preso il posto della Kuadra, la ditta precedente che era in odore di camorra, ma restano i problemi per il personale perché ci sono solo 43 addetti, un numero insufficiente se si pensa che, al San Giovanni Bosco, una struttura simile, in termini di dimensioni, ci sono 130 persone”.