Affinché la Chiesa Cattolica riconosca la santità di una persona è necessario che questa viva la propria esistenza terrena secondo le virtù cristiane e per avviare il processo di canonizzazione compia dei segni, ovvero interceda per ottenere presso Dio alcuni miracoli. Giuseppe Moscati, il medico santo che curava i napoletani e i poveri ha compiuto tre miracoli prima di essere riconosciuto santo il 25 ottobre 1987 da San Giovanni Paolo II.

Uno dei miracoli che è stato preso in esame per dichiararlo è quello di Costantino Nazzaro. Questi era un maresciallo degli agenti di custodia di Avellino, che aveva vissuto in un perfetto stato di salute fino al 1923, anno in cui gli era stato diagnosticato il morbo di Addison. La malattia non aveva una cura e i farmaci che l'uomo assumeva servivano solo per prolungargli la vita, ma senza poter sperare in una guarigione. Nel 1954 Costantino Nazzaro entrò nella chiesa del Gesù Nuovo a Napoli dove viene conservato il corpo di San Giuseppe Moscati e proprio davanti alla sua tomba pregò il santo di essere guarito. Il maresciallo e vi tornò spesso a pregare nei quattro mesi successivi. Alla fine dell'estate di quello stesso anno, una notte tra la fine di agosto e gli inizi di settembre, Costantino Nazzaro sognò di essere operato da San Giuseppe Moscati. Durante il sogno vide che il santo gli aveva sostituito la parte del corpo ormai atrofizzata con dei tessuti vivi e inoltre a intervento terminato il medico gli ordinò di non assumere più alcun medicinale. Al risveglio il mattino successivo, il militare non presentava alcun sintomo della malattia. I medici che lo visitarono non riuscirono a spiegare scientificamente l'inaspettata guarigione.

San Giuseppe Moscati è stato anche l'intercessore della guarigione istantanea da meningite cerebrospinale meningococcica del piccolo Raffaele Perrotta. Sebbene il bambino guarì miracolosamente 15 anni prima di Costantino Nazzaro, il suo recupero è stato preso in considerazione successivamente dalla commissione del processo canonico e dunque viene considerato secondo miracolo, anche se cronologicamente è avvenuto prima. In seguito a lancinanti dolori alla testa, i medici diagnosticarono al piccolo Raffaele Perrotta la meningite in una forma molto grave che a breve lo avrebbe portato a morte certa. La mamma del piccolo disperata invocò l'intercessione di Giuseppe Moscati e pose una sua immagine sotto il cuscino del figlio morente. Trascorse poche ore il bambino riprese conoscenza, la malattia era sparita inspiegabilmente. Ciò avvenne tra il 7 e l'8 febbraio del 1941.

Il terzo miracolo riguarda Giuseppe Montefusco. Un giovane a cui all'età di venti anni, nel 1978, ricoverato all'Ospedale Cardarelli di Napoli fu diagnosticata la leucemia acuta mieloblastica. L'unica certezza era che la patologia presto lo avrebbe condotto alla morte. La madre del ragazzo disperata per le condizioni di salute del figlio una notte vide in sogno l'immagine di un medico in camice bianco che però lei non conosceva. Raccontato il sogno al suo sacerdote, questi le disse che certamente doveva trattarsi di San Giuseppe Moscati e per questo la donna si recò a pregare presso la chiesa del Gesù Nuovo sulla tomba del santo. Tutta la famiglia rincuorata da questo segno cominciò a pregare e sperare in una pronta guarigione il medico santo che non tardò a concedere la grazia meno di un mese dopo dal sogno della donna.