San Giuseppe Moscati è conosciuto come il medico santo. Durante la sua breve vita ha stretto un forte legame con la città di Napoli che ancora oggi sente vivo il suo ricordo. Le spoglie del Santo sono conservate in una delle chiese più importanti della città, la Chiesa del Gesù Nuovo, insieme a quelle di un altro medico santo, San Ciro. Per la sua mitezza e generosità San Giuseppe Moscati, nato a Benevento il 25 luglio del 1880, è stato e continua a essere il punto di riferimento dei napoletani, poiché non essendo attaccato al denaro e vivendo modestamente era sempre disponibile a visitare chiunque avesse necessità di una sua consulenza. Nel suo studio, oggi in mostra presso la stessa Chiesa del Gesù Nuovo, vi è ancora esposto il cappello sul quale vi è scritto "Chi ha metta. Ci non ha prenda", motto che racchiude tutta la sua missione. Il Santo era solito accompagnare alla ricetta i soldi necessari per comprare le medicine, qualora fosse al cospetto di pazienti che non potevano permettersi di pagare le cure. Nato da una famiglia ricca, Moscati decise di diventare medico per sollevare l'umanità dalle sofferenze terrene e davanti ai dubbi della madre, con la pacatezza che lo distingueva rispose "Ma che dite mamma, io sono pronto a coricarmi nel letto stesso dell'ammalato". San Giuseppe Moscati sarebbe potuto diventare milionario per la sua preparazione e intelligenza avendo in pugno il "Cardarelli secondo" ma preferì sempre la carità all'interesse economico e sottomise sempre il suo lavoro alla sapienza, che identificava come i desideri di Dio.

Morì povero alle tre del pomeriggio del 12 aprile del 1927 dopo aver visitato un ammalato. Ancora oggi la città di Napoli e soprattutto i malati e i sofferenti si rivolgono costantemente a lui. Nella Chiesa del Gesù Nuovo, accanto alla cappella nella quale è conservato il suo corpo vi è una statua di bronzo, ormai consumata tanti sono i devoti che costantemente stringono la sua mano in cerca di speranza e guarigione. Nella stessa chiesa, ogni terzo mercoledì del mese vi è la Messa dedicata ai malati, durante la quale alla fine della celebrazione eucaristica si recitano alcune preghiere speciali per tutti gli ammalati alla presenza della reliquia del Santo. Poco distante dalla Chiesa, in via Cisterna dell’Olio 10, si trova la casa dove San Giuseppe Moscati visse con la sorella Nina. Nell'abitazione attualmente risiede una famiglia che però ha voluto conservare la sua stanza intatta, così com'era quando era occupata dal medico santo.

Come riportano i giornali del giorno dei funerali del medico santo: "Intorno alla salma di Giuseppe Moscati si è raccolta reverente tutta la cittadinanza, rappresentata in ogni sua classe, dalla più umile alla più eletta. Poche volte Napoli ha assistito a uno spettacolo così imponente nella sua infinita tristezza e che sta a testimoniare quanto affetto, quanta stima ed ammirazione avesse raccolto l'uomo che seppe fare della sua professione un nobilissimo apostolato, che seppe prodigare col benefico soccorso della sua dottrina, la sua bontà impareggiabile alle creature sofferenti, che seppe dimostrare come possano mirabilmente conciliarsi in un animo nobile, la religione e la scienza". Un'altra testimonianza toccante della vicinanza di Napoli al santo è avvenuta durante il suo funerale quando un anziano scrisse: "Noi lo piangiamo perché il mondo ha perduto un Santo, Napoli un esemplare di ogni virtù, e i malati poveri hanno perso tutto". Giuseppe Moscati è stato canonizzato da San Giovanni Paolo II nel 1987 e la chiesa lo ricorda il 16 novembre.

Alla sua storia straordinaria storia è stata dedicata anche la miniserie televisiva L'amore che guarisce, interpretata da Giuseppe Fiorello insieme a Ettore Bassi e Kasia Smutniak. La miniserie è stata trasmessa per la prima volta sulla Rai nel 2007. Come hanno evidenziato alcuni biografi del santo, però, la trama della serie televisiva presenta alcune vicende della vita del medico santo particolarmente romanzate o del tutto immaginate come la relazione sentimentale e il rapporto di amore-odio con l'amico e collega Piromallo.