in foto: Floriano Panza, a sinistra, con Santagata e De Caro

Lo scorso anno, più o meno di questi tempi, il Sindaco di Cerreto Sannita, Pasquale Santagata (Forza Italia), balzava agli onori della cronaca per un singolare manifesto in cui prometteva che avrebbe fatto tutto il possibile per impedire un non meglio precisato “bivacco di clandestini” nel suo Comune. Non pago, dopo le polemiche, si inventava un “modulo per portarsi a casa i migranti”, a mo’ di provocazione nei confronti dei tanti suoi concittadini che avevano preso le distanze dalla sua infelice uscita.

Santagata non è più Sindaco (avendo già svolto due mandati si è dovuto accontentare di un posto in Consiglio Comunale e della carica di vicesindaco, dopo la tornata amministrativa di giugno che ha visto stravincere la sua lista), ma ha trovato un suo vicino di casa pronto a raccogliere il testimone della lotta senza quartiere all’accoglienza a migranti e rifugiati. Si tratta del Sindaco di Guardia Sanframondi (sempre in provincia di Benevento) Floriano Panza, esponente di primo piano del Partito Democratico sannita (con una lunga carriera nella DC), egemonizzato negli ultimi anni dalla figura di Umberto Del Basso De Caro, politico di lunghissimo corso, craxiano doc e ora sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti nel Governo Renzi.

Come nel caso di Cerreto Sannita, Guardia Sanframondi ospita pochissimi “stranieri” e al momento non vi è nessun atto formale che lasci intendere il trasferimento di richiedenti asilo da parte della Prefettura di Benevento. Ma sono bastate delle “voci” perché il Sindaco Panza se ne uscisse con un comunicato ufficiale, inviato come lettera al Prefetto di Benevento, che è un perfetto esempio di quei comportamenti che Mario Morcone, capo del Dipartimento per l'immigrazione e le libertà civili del Ministero dell'Interno, biasimava in una recente intervista.

Pervengono a questo Comune petizioni di cittadini allarmati dalle notizie che riferiscono del trasferimento a Guardia Sanframondi di richiedenti asilo politico da collocare in zona residenziale, ovvero in via Municipio di questo Comune”, scrive Panza, riportando al prefetto il “fermento determinato al solo apparire della notizia, immaginarsi al verificarsi di una circostanza confermativa dei sospetti”.

Anche perché, aggiunge, via Municipio rappresenta il “salotto cittadino, il cuore commerciale e turistico del paese con insediate centinaia di famiglie che in nessun caso si adatterebbero a tale tipo di presenza”. In nessun caso, si badi bene. Certo, aggiunge, “la problematica ha carattere umano e nazionale”, ma attenzione perché un eventuale arrivo di rifugiati potrebbe causare “problemi di ordine pubblico” e "danneggiare in maniera irrimediabile l’economia della comunità”.

Il capolavoro, però, Panza lo compie a mezzo social network, spiegando ai cittadini qual è il modo per impedire che arrivino i migranti a Guardia: “L’unico modo, in futuro, per non essere destinatari di tali arrivi è quello che nessun cittadino proprietario di alloggi li metta a disposizione della Prefettura. È un piccolo sacrificio richiesto ai guardiesi affinché sia salvaguardata la convivenza collettiva”. Insomma, almeno stavolta niente "modulo per portarsi a casa i migranti".