in foto: Da sinistra: il senatore Vincenzo D'Anna e lo scrittore Roberto Saviano

"Roberto Saviano vive di rendita. Lui e Rosaria Capacchione hanno la scorta, ma chi li minacciava era l’avvocato Michele Santonastaso e non i boss. Fosse per me la scorta gliela toglierei". A pronunciare queste parole è stato Vincenzo D'Anna, senatore della Repubblica, eletto al parlamento nei ranghi del Pdl e confluito poi nel gruppo Ala di Denis Verdini a sostegno del governo Renzi. D'Anna è anche alleato di Valeria Valente (Pd) alle prossime elezioni comunali di Napoli. In passato ha fatto parte di Forza Italia con la corrente di Nicola Cosentino ed è stato l'ispiratore della lista Campania in rete che alle scorse elezioni regionali finì nel mirino della commissione antimafia.

Ma torniamo alle parole del senatore che, incalzato dai giornalisti del programma radiofonico Un giorno da pecora di Radio 2, ha risposto: "Il motivo per il quale è stata assegnata la scorta a Saviano è stato processualmente dimostrato essere inesistente. Ma chi lo deve uccidere a Saviano? È un’icona farlocca, non ha mai infastidito nessuno". Ha poi concluso attaccando lo scrittore: "Si è solo arricchito con un libro che ha copiato per metà".

Roberto Saviano: "Questi gli alleati di Renzi? Vergogna"

Roberto Saviano nella tarda serata ha deciso di rispondere dalla sua pagina facebook: "Il senatore D'Anna, dannoso scherano di Verdini, renziano e cosentiniano insieme, impone a me di rinunciare alla scorta. A me che non vedo l'ora di tornare libero. Cosa debbo pensare: ha forse progetti per il mio futuro? Un "grazie" va anche a Radio Rai e al servizio pubblico che hanno consentito la diffusione delle solite porcherie". Le sue parole sono intrise di indignazione e profonda delusione, un messaggio chiaro e diretto alla politica del partito che governa il paese: "E poi, sarebbe questa la comunicazione del PD? Sono questi gli alleati di Renzi a Roma e di Valeria Valente a Napoli? Sono queste le nuove risorse campane? Buona fortuna. E Vergogna".

Valeria Valente: "Parole inaccettabili"

Valeria Valente questa volta prende le distanze dalle frasi di D'Anna, il cui partito aveva definito "un pezzo importante" della sua coalizione. Così dalle dichiarazioni della candidata del Pd si scorge il presagio di un'insofferenza verso l'alleanza con Verdini, che in molti ritengono frutto di un accordo fatto a Roma. "Le frasi del senatore D'Anna su Roberto Saviano e Rosaria Capacchione – si legge nella nota della Valente –  sono inaccettabili: non si può sminuire e ridicolizzare in questo modo l'impegno di chi, con le sue denunce, le sue inchieste e le sue opere letterarie ha contribuito ad innalzare l'attenzione dell'opinione pubblica nazionale intorno al problema della camorra". Ed ecco che, dopo aver assunto una posizione moderata sui casi che hanno coinvolto Ala, adesso alla parlamentare del Pd la compagnia di Verdini inizia a stare piuttosto stretta. "Se vogliamo vincere la lotta contro i clan abbiamo bisogno di forze dell'ordine e di magistrati, di politici seri ed onesti. ma anche di chi denuncia pubblicamente l'illegalità. Per questo – conclude la Valente – saremo sempre al fianco di Capacchione, Saviano e di quanti coraggiosamente portano avanti questa battaglia".

Il mondo della politica a difesa di Saviano e Capacchione.

Il mondo della politica si stringe intorno a Saviano e Capacchione. "Invece di perdere tempo o, peggio, ridurre la questione a ‘inutile polverone', il senatore Vincenzo D’Anna chieda subito scusa a Roberto Saviano e a Rosaria Capacchione, ai quali va tutta la nostra stima e vicinanza", ha dichiarato Assunta Tartaglione, segretario regionale del Pd campano, "la camorra è una cosa seria, non c’è spazio per gli scherzi". Solidarietà anche da parte di Giuseppe De Cristofaro, senatore di Sinistra italiana e componente della commissione antimafia: "Questi attacchi non richiedono una solidarietà pelosa ma di ben altra reazione – fa sapere il parlamentare – nel giro di pochi giorni sono stati lanciati dei messaggi non casuali, ma di valenza politica: che Nicola Cosentino sia vittima di una vendetta da parte dello Stato, la presenza di parenti di boss della camorra nelle liste Ala al comune di Napoli e poi le frasi sulla scorta alla Capacchione e a Saviano", ha concluso. Si  è schierato dalla loro parte anche Massimo Grimaldi, capogruppo in consiglio regionale del gruppo Caldoro Presidente: "Le parole del senatore Vincenzo D'Anna sono inopportune, indegne. Il loro impegno non può essere messo in discussione". Sulla questione si è espresso anche Vincenzo Viglione, consigliere regionale del M5S e  presidente della commissione anticamorra: “Gli esponenti della formazione di Verdini invece di fare chiarezza sui presunti rapporti tra i loro candidati e la camorra preferiscono attaccare chi con impegno ha dimostrato da che parte bisogna stare nel contrasto alla criminalità”.