Stop alla musica leggera e alle colonne sonore dei film suonate nel corso dei matrimoni. Lo ha deciso il vescovo di Alife – Caiazzo, una piccola diocesi in provincia di Caserta. Monsignor Valentino Di Cerbo, che guida una terra con poco meno di settantamila battezzati, ha avuto notizie da più parti che nelle “sue” chiese erano stati suonati ora il tema di Nuovo Cinema Paradiso, musicato da Ennio Morricone, ora “La bella e la bestia” dell’omonimo film della Disney e ha detto basta.

A cadere sotto la tagliola del vescovo, numerose canzoni, che sono state elencate come esempio in una lunga lettera ai fedeli: dall’Hallelujah di Leonard Cohen al Rivers flow in you di Yiruma, da How long di Roberto Cacciapaglia, al tema di C’era una volta il West di Ennio Morricone, fino a Now we are free di Zimmer tratto dal kolossal “Il Gladiatore”, che, francamente, non si capisce bene cosa abbia a che vedere con un matrimonio, se non simboleggiare che le nozze rappresentano una vera e propria battaglia…

Queste canzoni sono definite estranee “al significato del Sacramento” e per questo “si esprime vivo rammarico per il comportamento dei parroci che hanno permesso tali abusi.” Il vescovo ricorda a tutti che “in Chiesa possono essere eseguite solo musiche liturgiche approvate dalla competente autorità ecclesiastica e si dispone che ogni testo che entra a far parte di un rito sacro, compreso quello del Matrimonio, venga previamente conosciuto e approvato dal Parroco o dal Rettore della Chiesa, che – anche se non assiste personalmente – ne è responsabile di fronte al Vescovo e alla Comunità.”

Infatti, secondo monsignor Di Cerbo “la scelta del repertorio fondata su musiche di kolossal cinematografici, o film d’animazione, nonché testi di musica leggera – nonostante il riconosciuto spessore estetico – priva la celebrazione del Sacramento della dimensione della preghiera, del decoro e del significato spirituale che esso racchiude.” Stessa cosa dovrà valere in futuro, anche per i funerali. Secondo il vescovo, infatti, l’utilizzo di queste musiche “tende a dare spazio a gesti ed emozioni che negano ogni valore alla speranza cristiana e alla fede nella Vita futura.”

Il vescovo ha colto l’occasione per ribadire che in occasione della celebrazione del Matrimonio è proibito disporre fiori sui banchi e nel corridoio della navata centrale, anche come segno di evangelica sobrietà e di rispetto verso i poveri. Monsignor Di Cerbo considera questi atteggiamenti come “forme di spreco e di inutile esibizione stridono con il Vangelo e la fede professata”. Il prelato era lo stesso che due anni fa, sempre in nome della sobrietà, aveva vietato ai sacerdoti di intascare più offerte per la stessa messa di suffragio.