A guardarlo adesso, sembra ritornati indietro ai giorni scorsi: il Vesuvio, e anche il Monte Somma, sono nuovamente oscurati da una nube di fumo denso che ne preclude la vista, quella vista che accompagna e rassicura i napoletani quotidianamente e che, da oltre una settimana ormai, non è più la stessa. Gli incendi sono tornati infatti a devastare il vulcano. Quando i roghi sembravano sotto controllo e la situazione quasi tornata alla normalità, da ieri, complice il vento che si è levato e che ancora stamattina non lascia tregua alla città, la zona di San Giuseppe Vesuviano e quella di Torre del Greco sono costrette a fare i conti con le fiamme che, soprattutto nell'ultimo comune, sono arrivate a lambire le abitazioni, costringendo numerosi abitanti a lasciare le proprie case, intossicati dal fumo.

A rendere ancora più drammatica la situazione, come se non bastasse, arriva una brutta notizia sul fronte dei soccorsi. I due canadair inviati dal Governo francese nei giorni scorsi, in piena emergenza, quando i roghi devastavano il Vesuvio in più punti, sono rientrati questa mattina oltralpe, lasciando la gestione degli incendi che ancora bruciano il Parco Nazionale alle limitate risorse italiane. A sollevare la questione è stato Luca Capasso, sindaco di Ercolano e presidente della Comunità Parco Nazionale del Vesuvio. "Nessuno vuole riconoscere si tratti di emergenza nazionale. Sono stati commessi errori di valutazione anche in queste ore, come ad esempio aver mandato i canadair francesi indietro" ha detto il primo cittadino.

Il Dipartimento di Protezione Civile, però, in una nota, spiega il rientro dei canadair in Francia: "I Canadair della flotta francese non sono stati mandati via da nessuno. Il rientro in Francia si è reso necessario a seguito dell'innalzamento del livello di rischio incendi nel territorio francese".