di Marilena Natale

Quattordici anni di reclusione. È questa la pena richiesta dal pubblico ministero Maria Cristina Ribera per l’ex portiere del Calcio Napoli, Pino Taglialatela. L’accusa è intestazione di beni e concorso esterno in associazione mafiosa per aver favorito il clan Mallardo egemone nella periferia a nord di Napoli. Il nome di Taglialatela viene fuori da un’indagine del Gico della Guardia di Finanza di Napoli. Durante una perquisizione nell’abitazione del latitante Mauro Moraca, genero del boss Feliciano Mallardo, i finanzieri trovano uno scooter Yamaha Tmax bianco di nuova immatricolazione. Dagli accertamenti del Gico risultò che lo scooter era intestato a Pino “Batman” Taglialatela.

Cominciarono così le indagini per accertare il coinvolgimento dell’ex capitano azzurro. Dall’ufficio dell’Aci di Napoli emerse che lo scooter non era l’unico mezzo intestato a Taglialatela, ma tra i tanti veicoli intestati vi erano anche altre quattro vetture messe, secondo l’accusa, sempre a disposizione degli uomini del clan Mallardo. Una delle auto venne fermata, durante un controllo di routine, con a bordo l’affiliato al clan dei Casalesi, Michele Frongillo, oggi collaboratore di giustizia. Quando venne sentito Taglialatela a proposito dell’intestazione dei mezzi, si giustificò asserendo che tale cosa era accaduta per permettere ai suoi parenti di circolare liberamente sul territorio dell’isola di Ischia, dove lui era residente.

L’ex portiere annovera nella sua genìa proprio i Mallardo, in quanto nipote di Flora Taglialatela Scafati (cugina del padre Domenico), moglie di Feliciano Mallardo. L’ex bandiera azzurra non si è mai sottratto a questa parentela “scomoda” tanto è vero che il 27 giugno del 2009 partecipa nella veste di invitato al matrimonio di Maria Domenica MallardoMauro Moraca. La sua partecipazione al matrimonio non fu secondaria.

Come si vede dalle immagini, Pino Taglialatela arriva sfilando su un tappeto bianco piazzato sulla pubblica via, fino alla Chiesa di San Nicola di Giugliano in Campania, in compagnia di Carlantonio ed Antony Mallardo fratelli della sposa e figli del boss Felice ‘o sfregiato. Dietro di loro, con un vestito lungo color corallo e una fascia nei capelli, la testimone della sposa c'è Anna Aieta, moglie dell’attuale capoclan Ciccio Mallardo e ad oggi detenuta per associazione mafiosa, violenza privata e intestazione fittizia.

Qualche minuto dopo il loro arrivo, arriva il boss Feliciano che accompagna la figlia all’altare, percorrendo il tappeto bianco collocato sulla pubblica a interrompere la circolazione stradale e senza alcuna autorizzazione formale da parte del Comune. Quella interruzione crea non pochi problemi alla già caotica circolazione stradale giuglianese. A guardia del traffico veicolare, all’esterno dell’entrata della Chiesa, tre vigili urbani. Dopo la funzione religiosa, gli invitati, compreso Taglialatela, si recano a festeggiare gli sposi all’Hotel Excelsior sul Lungomare di Napoli.

Il boss Feliciano Mallardo è morto in carcere a regime di 41bis. I Mallardo, come hanno accertato le indagini della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, hanno saldo il potere criminale non solo sul territorio giuglianese con ramificazioni in tutto il territorio nazionale.