in foto: La foto degli incendi sul Vesuvio visti dalla stazione spaziale orbitante internazionale ISS

Migliora la situazione degli incendi sul Vesuvio. Da martedì 11 a oggi, venerdì 14 luglio sono bruciati oltre 100 ettari di macchia mediterranea intorno al cono del vulcano di Napoli.  E ora, dopo un febbrile lavoro, gli incendi sono sicuramente meno intensi, ma c'è un'area più vasta colpita dalle fiamme che, anche per effetto del vento, dalla sommità hanno cominciato ad aggredire zone alle pendici del vulcano e del monte Somma. È questa la situazione attuale dei roghi sul Vesuvio. A domare le fiamme, da ieri alle 19, anche i Canadair francesi.

Complessivamente, ora i vigili del fuoco e la Protezione civile regionale possono contare per aiutare le squadre al lavoro in regione su 6 veivoli. A Ercolano e Torre del Greco sono impegnate due squadre di pompieri, così come nel quartiere napoletano di Pianura, periferia occidentale del capoluogo. A Somma Vesuviana dove è stata lanciata ieri l'emergenza c'è una sola squadra, così come a Terzigno, dove le fiamme hanno ripreso vigore nella serata di ieri, e a Boscotrecase.

A Ottaviano, da ieri, lavora l'unità di emergenza, modulo con autobotte propria. Nel Nolano, a Cicciano ci sono due unità di emergenza per estinguere un rogo a ridosso di una fabbrica con deposito di materiale esplodente. Interdetto l'accesso alla strada che porta al Gran Cono, mentre l'Esercito continua nei pattugliamenti di prevenzione e segnalazione dei roghi, anche con l'aiuto di droni. E, secondo quanto si è appreso, proprio una pattuglia di militari ha contribuito a fermare un piromane, poi arrestato dai carabinieri. Le situazioni più drammatiche sono proprio quelle intorno ad Amalfi e Positano e a Sant'Anastasia.