A cinque giorni dal vasto incendio che ha messo in ginocchio il Vesuvio, la situazione sta lentamente ritornando alla normalità, anche se dal vulcano che si affaccia sul Golfo di Napoli sono ancora visibili colonne di fumo e i Canadair lavorano senza sosta per spegnere definitivamente i roghi appiccati nei giorni scorsi. Tuttavia, il forte vento di domenica mattina potrebbe complicare le operazioni in corso. Intanto, personale e volontari della Protezione civile, insieme ai vigili del fuoco, presidiano e intervengono anche nelle altre aree considerate più a rischio, come gli Astroni, oltre al versante di Terzigno del Vesuvio e i Monti Lattari, dove sono stati segnalati focolai a ridosso della costiera amalfitana e di quella sorrentina. Così come a Torre del Greco, anche se la situazione, come ha sottolineato il vicesindaco Romina Stilo su Facebook, è per il momento sotto controllo.

Intanto, la procura di Napoli, insieme a quelle di Torre Annunziata e di Nola, sta indagando in un procedimento contro ignoti per disastro ambientale e distruzione di habitat all'interno di un sito protetto, che si vanno ad aggiungere al reato di incendio boschivo di cui si era parlato nei giorni scorsi. Inoltre, per la prossima settimana è stata fissata una riunione d'emergenza, voluta dal presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, per una verifica del rischio di smottamenti o frane a seguito degli incendi che si sono verificati su tutto il territorio regionale, e a cui vi parteciperà anche il direttore generale dei lavori pubblici che dirige i Geni civili territorialmente divisi per provincia.