Leonardo Orsino è il 24enne di Torre del Greco, professione macellaio, accusato con gravi indizi di essere il piromane responsabile dell'incendio appiccato il 14 luglio scorso a Torre del Greco in via Sopra ai Camaldoli, in piena area naturalistica sul Vesuvio. A suo carico, anche intercettazioni telefoniche, in particolare di conversazioni della della zia con la sorella a ridosso degli episodi incendiari dolosi che hanno interessato la zona. La donna si sfoga con la sorella. E sostiene senza ombra di dubbio che di almeno un rogo è responsabile il nipote e teme anche che questi abbia coinvolto suo figlio minorenne: "Ormai – dice – si è visto che Leonardo con il cervello non c'è proprio… sotto la veranda del padre… è sceso era verso mezzanotte stavamo tutti fuori e l'ho visto da lontano… delle fiamme altissime sotto la veranda… la mamma dormiva e lui placidamente si guardava il fuoco. Lo sanno tutti Anna, l'hanno capito tutti quanti che è lui…". Anche la madre, avvertendo il marito accusa il figlio: «Enzo stiamo prendendo fuoco nella casa nostra è quello stronzo di tuo figlio».

Un sopralluogo dei carabinieri tre giorni dopo mostra sotto l'abitazione di Leonardo Orsino le tracce di un recente incendio di sterpi ammucchiati. Rogo sicuramente doloso, dice la relazione dei Vigili del Fuoco, per la costante assenza di elementi naturali suscettibili di generare innesco nella zona della pineta. «Io non mi posso fare arrestare… io se vedo che mi vogliono prendere non posso farmi arrestare… me ne scappo sotto il cancello», dice il 24enne al padre. Anche altri roghi sono all'esame degli inquirenti, scoppiati nella stessa area e tra il 10 e il 16 luglio con punto d'origine in via Pisani e via Resina nuova.