La comunità di Melito si è stretta questa mattina intorno ai familiari e agli amici di Alessandra Madonna, la 24enne morta lo scorso 8 settembre trascinata per metri dall'auto dell'ex fidanzato Giuseppe Varriale, con il quale aveva avuto poco prima una discussione. Dalla camera ardente, allestita presso la sala mortuaria del II Policlinico, dopo l'autopsia conclusa nelle scorse ore, si è svolto a partire dalle 11:00 il funerale della giovane ballerina nella settecentesca parrocchia Santa Maria delle Grazie della cittadina alla periferia di Napoli, dove la ragazza viveva con la madre. Tra i banchi del tempio religioso, gremito per l'occasione, anche molti cittadini e rappresentanti delle istituzioni, che hanno voluto dare un ultimo saluto ad Alessandra.

Nessuno dei giornalisti con telecamera è riuscito ad entrare in chiesa durante la funzione. Il parroco, Don Italo, nel corso dell'omelia, ha ricordato quanto sia pesante da sopportare per tutti la perdita di una vita così giovane. Prima dell'inizio della messa, una parente di Alessandra ha anche accusato un malore. Il sindaco di Melito, Antonio Amente, ha anche proclamato per oggi, mercoledì 13 settembre, il lutto cittadino. Bandiere a mezz'asta al municipio e traffico deviato in via Roma e piazza Santo Stefano, per permettere lo svolgimento dei funerali in completa sicurezza. Resteranno aperte invece le scuole, ma gli studenti avranno in classe una pausa di riflessione su quanto accaduto alla loro concittadina.

Intanto, resta in carcere Giuseppe Varriale, l'ex fidanzato di Alessandra, alla cui auto la 24enne si è aggrappata, venendo trascinata e trovando la morte. Il ragazzo risulta, infatti, indagato per omicidio volontario. Secondo il pm della Procura di Napoli Nord che segue le indagini, non si sarebbe trattato di un incidente, ma il giovane sarebbe stato consapevole di quanto stava accadendo. Varriale, però, ha dichiarato che si è trattato di una tragica fatalità: "Le volevo bene, non volevo ucciderla. È stata un tragica fatalità".