Come era prevedibile all'ospedale Loreto Mare di Napoli arriveranno gli ispettori del Ministero della Salute, dopo la morte a 23 anni di Antonio Scafuri lo scorso 16 agosto. Il ragazzo, arrivato al pronto soccorso dopo un grave incidente stradale, avrebbe atteso quattro ore in codice rosso il trasferimento in un altro ospedale, fino a perdere la vita.

Una vicenda denunciata dallo stesso responsabile del Pronto Soccorso in un lungo e dettagliato racconto reso pubblico ieri. Il medico, Alfredo Pietrolungo, ha chiarito come i fatti a suo avviso "evidenzino una superficialità di comportamento ed un disprezzo per la tutela dell'utenza ancora prima dell'inosservanza ai più elementari doveri professionali. Chiedo ove mai si dovesse ravvisare una condotta omissiva di intervenire e di denunciarle alle autorità competenti".

La decisione dopo la denuncia del responsabile del pronto soccorso.

"Il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin ha disposto l'invio della task force per accertare quanto accaduto a Napoli all'ospedale Loreto Mare dove un giovane ricoverato in codice rosso in pronto soccorso è deceduto dopo aver atteso per ore il trasferimento ad altra struttura", si legge in una nota del ministero. "Faranno parte della task force esperti dell'Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), Carabinieri del Nas e ispettori del Ministero della Salute", conclude il comunicato.

Il padre di Antonio: "Mio figlio è stato ammazzato"

Ora chiede giustizia la famiglia di Antonio. In particolare il padre, Raffaele, ì che ha assistito impotente al calvario del figlio. Ventitre anni, barbiere di Torre del Greco, Antonio si trovava in sella ad una moto guidata da un amico ed è rimasto coinvolto in un incidente. "Mio figlio è stato ammazzato. Mentre lui moriva, al pronto soccorso litigavano per decidere chi dovesse salire sull'ambulanza che doveva portare Antonio a fare una angiotac. Vogliamo la verità: chi ha ucciso un ragazzo di 23 anni deve pagare", Così Raffaele Scafuri all'agenzia Ansa.