Qualche giorno fa, tornando a casa, attraversando i portici del Teatro San Carlo, su un tappeto rosso c'era un'auto (penso un'Alfa Romeo ma potrei sbagliarmi) piazzata lì a scopo pubblicitario, proprio davanti l'ingresso del Lirico partenopeo. Non mi sono scandalizzato, semmai intristito. Così va la vita, i teatri che subiscono tagli del Fondo unico spettacolo sempre più ingenti, debbono in qualche modo far fronte a spese per le rappresentazioni e costi fissi, da orchestre a manovali.

In questi giorni a Napoli la polemica è tutta incentrata sulla presenza per un paio di date, dello spettacolo "Tre volte 10" del comico Alessandro Siani con l'ex calciatore del Napoli Diego Armando Maradona come guest star e le musiche del rapper Clementino. Protesta l'ex sovrintendente Francesco Canessa, protesta il compositore Roberto De Simone, sui social network si sprecano le battute. Ora, premesso che sono tifoso dell'Inter e che per me l'unico comico napoletano si chiama e si chiamerà Massimo Troisi, mi dite qual è il motivo per cui uno spettacolo del genere, dedicato alle celebrazioni dei trent'anni dal primo dei due soli scudetti del Calcio Napoli non debba aver luogo al San Carlo? Ha ospitato tante cose negli ultimi decenni, il Massimo partenopeo, non solo Puccini, Verdi, Mascagni, Bizet, Mozart. Non lo macchia certo una rappresentazione scenica, seppur ‘pop'.

Lo macchia il degrado delle aree circostanti, lo macchia la condizione "imbracata" della sua facciata sempre a rischio cedimento, lo macchia la monnezza presente nell'area antistante (proprio oggi, incredibile a dirsi, c'era una lavatrice!). Lo macchia la mancanza di denaro pubblico a finanziare la sinfonica, la lirica, il balletto. Lo macchia la mancanza di pubblico: ma a quelli che oggi discettano, interessa davvero del San Carlo? Ci sono stati almeno una volta, a spese proprie?

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