Sant’Antonio Abate è molto venerato in Italia, in particolar modo nelle zone rurali dove persiste la tradizione di benedire nel suo giorno, il 17 gennaio, animali domestici e non. Il santo è considerato il protettore di macellai, salumieri, norcini, canestrai, animali domestici e vieni invocato spesso per guarire dall'herpes. Sant'Antonio abate è stato il primo degli abati e il fondatore del monachesimo cristiano.

Le poche notizie certe che si hanno su Sant'Antonio Abate – che spesso i napoletani  definiscono ‘Sant'Antuono'- per la presenza sono state tramandate dal suo discepolo Atanasio di Alessandria. I simboli ricorrenti dell'iconografia a lui dedicata sono un maialino ritratto sempre ai suoi piedi, un bastone a forma di tau e il campanello. Sebbene il santo abbia origini egiziane e non abbia nulla a che fare con l'Italia il suo culto è molto sentito in tutta la penisola soprattutto nelle zone rurali. I riti a lui dedicati nel giorno in cui la Chiesa cattolica lo ricorda sono un mix di religione, folklore e tradizioni popolari. Sono d'obbligo il 17 gennaio le benedizioni degli animali e i falò a lui dedicati.

La tradizione narra che il maialino ritratto sempre con Sant'Antonio Abate ricorda il privilegio del 1095 secondo cui i discepoli del santo riuscivano ricavare lardo dai maiali da usare insieme alle erbe officinali, come rimedio contro il fuoco di sant’Antonio. Secondo altre tradizioni popolari, invece, il maiale raffigurato con il santo rappresenta il diavolo che, sconfitto da lui, fu condannato da Dio a seguirlo sotto tali spoglie, o ancora secondo altre l’animale ricorderebbe la guarigione di un maiale malato operata dal santo. A Napoli nella  chiesa di Sant'Antonio Abate in piazza Carlo III nel giorno della solennità dedicata al santo si benedicono gli animali.

Sant'Antonio Abate, ritratto sempre col maialino al fiancoin foto: Sant'Antonio Abate, ritratto sempre col maialino al fianco