Il caso Primarie Pd a Ercolano continua a tenere banco. Fanpage.it ha documentato le testimonianze di vari migranti portati a votare per Matteo Renzi nonostante non sapessero per chi o cosa fossero lì.

A poco più di un mese dalla denuncia i migranti che avevano raccontato quanto fosse avvenuto quel giorno hanno ricevuto un decreto di revoca delle misure di accoglienza e per questo dovranno lasciare il territorio italiano entro 15 giorni. La notifica è giunta stamattina all'Hotel Belvedere (la struttura che accoglie i migranti). A tutti è stato negato l'asilo politico da parte della commissione territoriale del Ministero dell'Interno. Secondo quanto riportato dalle autorità la motivazione sarebbe una rissa scoppiata nel centro a Febbraio.

Ma la decisione che colpisce proprio il gruppo di migranti al centro dello scandalo Primarie Pd. "Ci hanno detto di andare a votare – aveva dichiarato uno dei testimoni -. Quelli del centro di accoglienza ci hanno dato i documenti e i due euro necessari per essere ammessi al seggio. Eravamo in sessanta, ma nessuno sapeva il perché di questa richiesta. Ci hanno accompagnato con un'auto, che faceva avanti e indietro tra la struttura e il seggio".

Il tema dell'accoglienza era stato sollevato nel corso dell'intervista: "Ci hanno detto di votare per Renzi, cioè per l'ultimo nome sulla destra indicato sulla scheda. Ci hanno anche detto che per noi migranti era importante andare a votare. Così ho pensato che in questo modo avrei potuto ottenere i documenti per rimanere in Italia".

In totale, avevano partecipato alle Primarie del PD 1,8 milioni di persone, contro i 2,8 milioni del 2013. Ad Ercolano, invece, la tendenza era stata inversa: i votanti erano stati 5137 mentre nel 2013 ne erano circa 1800.

Il sindaco di Ercolano del PD Ciro Bonajuto aveva negato che si trattassero truppe cammellate: "La loro partecipazione alle Primarie è stata sintomo di democrazia"