Un nuovo, disperato, appello di Maria Teresa Giglio, la madre di Tiziana Cantone. Stavolta la donna si è rivolta alla presidente della Camera, Laura Boldrini, che ha recentemente annunciato di voler avviare una vera e propria campagna di condanna verso chi la insulta sul web. Ed in una lunga lettera, diffusa attraverso l'avvocato Romina Farace e riportata dal quotidiano "il Mattino", chiede ancora una volta giustizia per sua figlia.

"La presidente della Camera Laura Boldrini ha denunciato quelli che sul web, i cosiddetti haters, si divertono a insultare gli altri, con un linguaggio provocatorio, violento, fatto di commenti offensivi, sessisti e di discriminazioni verso le donne specialmente", si legge nella lettera, "La sua denuncia ha fatto sì che si mobilitassero subito tutte le autorità. Insomma, si è mobilitata mezza nazione per la presidente, individuando tempestivamente i colpevoli. A questo punto, a una madre, che ha perso in modo tragico per tante negligenze, la propria e unica figlia, viene da chiedersi: ma la giustizia non dovrebbe essere uguale per tutti?".

Il ricordo di Tiziana è straziante: "Non ambiva a nessuna popolarità e non cercava di farsi strada e di avere successo in nessun campo. Eppure non è riuscita a mettere fine a tutta la gogna mediatica e alle diffamazioni che subiva", prosegue la lettera, "Non è stato individuato neanche un colpevole, di tutto ciò che ha dovuto subire la mia povera Tiziana, un anno di tritacarne virtuale, pagine fake con i suoi profili delle quali non si conoscono ancora i nomi dei gestori, la sua immagine infarcita di epiteti senza vergogna, continue diffamazioni, ingiurie".

Ed infine, l'accusa vera e propria: "Tiziana ha pagato un prezzo troppo caro: questo è omicidio. Cito ora, una dichiarazione della Boldrini, a proposito di denunciare quanti offendono sui social: “Lo farò anche per incoraggiare tutti coloro — specialmente le nostre ragazze e i nostri ragazzi — che subiscono insulti e aggressioni verbali a uscire dal silenzio e denunciare chi usa internet come strumento di prevaricazione”. Tiziana ha denunciato, ha fatto tutto ciò che ha potuto, non è stata in silenzio e che cosa è stato fatto? Nulla. Lo Stato dov'è? Presidente, eviti che Tiziana Cantone sia morta invano", ha infine concluso la madre della giovane, a quasi un anno di distanza dal suo suicidio.