È il 27 marzo del 2004: a Forcella, dedalo di vicoli nel cuore pulsante di Napoli, a due passi da Porta Capuana e dalla Stazione Centrale, è sabato ed è appena calata la sera. Un po' più a Nord, a Scampia, siamo nel pieno della cosiddetta "prima faida" tra il clan Di Lauro e i cosiddetti scissionisti del sodalizio Amato-Pagano. Soltanto tre giorni prima, il 24 marzo, è stato ucciso Paolo Fabbricini, 37 anni. Quel 27 marzo del 2004, però, si spara anche a Forcella, nel cuore del centro storico partenopeo. Due scooter sfrecciano nel dedalo di vicoli che costituiscono il quartiere: gli inseguitori, che sono dei sicari, vogliono freddare Salvatore Giuliano, 19 anni, rampollo del clan che da anni controlla i traffici illeciti a Forcella; il 19enne, che è sul primo scooter, risponde al fuoco dei sicari. Uno dei proiettili colpisce Annalisa Durante, 14 anni, poco più piccola del boss la cui pistola ha "cantato", che nel quartiere è cresciuta come lui e che nel quartiere, quel 27 marzo del 2004, troverà la morte, ennesima vittima innocente della camorra.

Il 27 marzo del 2019, dunque, saranno trascorsi 15 anni da quella tragica sera di primavera del 2004. L'Associazione Annalisa Durante, per ricordarla, ha organizzato un evento nella biblioteca che porta il suo nome e che sorge proprio a Forcella, nello spazio comunale dell'omonima piazza, fortemente voluta dal padre della 14enne. Alle 18.30 del 27 marzo, dunque, verrà presentato il libro "Otto e un quarto", scritto da Paquito Catanzaro: l'associazione, da sempre, promuove i valori della cultura e della legalità nei più giovani, raccogliendo libri da tutta Italia e mettendoli a disposizione della collettività nella biblioteca Annalisa Durante, martire del nuovo millennio, che con il suo sacrificio ha segnato la rinascita, si spera, di un intero quartiere.