San Gerardo nacque nelle vicinanze di Potenza nel 1726 e morì giovanissimo a 29 anni. Ebbe origine da una famiglia povera e fu novizio tra i Redentoristi, svolgendo poi nel convento le mansioni più umili. Portò avanti una paziente opera di apostolato nella Valle delle Sele. Mingherlino di costituzione, sempre malaticcio, di estrazione molto umile, restò piccolissimo orfano di padre che non fece in tempo a insegnargli il mestiere di sarto. Per questo, Gerardo frequentò come apprendista un altro maestro del mestiere. San Gerardo però si mostrò sin da subito più interessato alle preghiere che alla sartoria. Imparò a accettare tutte le difficoltà della vita per "amore di Dio". Dopo alcuni anni decise di andare a fare il domestico nella casa del vescovo di Lacedonia, un uomo dal carattere molto complesso, che faceva scappare ognuno di quelli che era stato al posto di San Gerardo, che invece restò al fianco del vescovo fino alla morte, quando lo pianse sinceramente.

Deceduto il vescovo, San Gerardo tornò al paese e si aprì una bottega da sarto. Con i suoi guadagni, dopo aver fatto fronte alle spese per la famiglia, Gerardo aiutava i poveri e i sofferenti. Ma si faceva sempre più spazio dentro di lui la volontà di consacrarsi. L'ingresso nella chiesa però per lui non fu facile né scontato. I Cappuccini non lo vollero e all'inizio neanche i Redentoristi di Sant'Alfonso de' Liguori. Alla fine per la sua tenacia ci riuscì. A appena 29 anni, e soli tre passati in convento, durante i quali mostrò la sua santità, morì colto da tubercolosi, dopo aver offerto tutte le sue sofferenze a Dio. Morì nella notte tra il 15 e il 16 ottobre del 1755. Fu beatificato da Leone XIII e Proclamato Santo della Chiesa da Pio X nel 1904. È considerato una dei santi più venerati nel Sud Italia.