Spiace, spiace davvero, che Umberto de Gregorio, professionista di area Pd, capo di Eav (Circumvesuviana, Cumana, Circumflegrea) vicino alle posizioni di Vincenzo De Luca, si sia lasciato andare oggi ad un errore e a due insulti, gravissimi, che macchiano non solo il suo rapporto con la stampa napoletana ma anche le sue future ambizioni politiche.

Il primo errore: la Facebookmania, la corsa al post su un fatto così delicato come lo stupro di gruppo contro una ragazza di 24 anni, avvenuto nella stazione Circum di San Giorgio a Cremano. De Gregorio ha anticipato perfino la Questura di Napoli (suscitando il disappunto dei poliziotti) nel comunicare stamane, sui social network, la delicata notizia del fermo dei giovani indiziati della violenza sessuale.

Intervistato, com'è legittimo, giusto, doveroso, visto che uno dei temi è la profonda insicurezza delle stazioni ferroviarie da lui gestite, quelle in capo a Eav, Umberto De Gregorio si è lasciato andare ad una frase infelice che più infelice non si può. Alla domanda della collega Gaia Martignetti: «A questa ragazza cosa sente di dire ora che la sua vita è cambiata inevitabilmente per sempre?» egli ha replicato, davanti alla telecamera: «…di guardarsi dalle amicizie perché questi che l’hanno violentata pare che fossero amici».

Che voleva dire, De Gregorio? Che una donna violentata ha delle colpe? Una frase quanto meno ambigua, tant'è che la cronista, incredula, replica: «Però non è colpa sua che l’hanno violentata…». E arriva la replica, un po' piccata: «Non è neanche colpa mia però». Poi De Gregorio argomenta e addolcisce, forse consapevole del fatto che ha ecceduto, vittima di una modalità di esternazione eccessivamente polarizzata, a sua volta figlia della corsa all'engagement, alla battuta tagliente.

È la seconda parte della storia che ha dell'incredibile: il presidente di Eav fa un video su Facebook nel quale ci accusa di aver manipolato l'intervista (accusa facilmente demolita con la pubblicazione del filmato integrale) e poi, non pago, definisce Fanpage.it dapprima «killer della comunicazione» e poi «stupratori dell'informazione». Definire killer, ovvero assassini, giornalisti che per di più lavorano a Napoli, in una terra in cui killer veri, non molti anni fa, si sono macchiati dell'omicidio di un cronista, è vergognoso.  E poi parlare di «stupratori dell'informazione»  nel giorno in cui una ragazza è rinchiusa in casa, sotto sedativi, per essere stata sessualmente abusata da tre persone, è una dichiarazione che si qualifica da sola per quella che è: un altro orrore.

Umberto De Gregorio si è spogliato dalla pacatezza che lo ha contraddistinto per molti anni e si è vestito di quell'aggressività che contraddistingue altri livelli della politica campana rispetto alla stampa "non allineata".

L'Ordine dei Giornalisti della Campania, attraverso il suo presidente, Ottavio Lucarelli, lo richiama anche in quanto iscritto all'Albo professionale: «Umberto De Gregorio, giornalista pubblicista, travolto dal ruolo di presidente Eav, probabilmente, si è reso conto di ciò che ha detto ascoltando il video di Fanpage.it. Solo in quel momento ha capito la gravità delle sue parole. A questo punto chieda subito scusa alla vittima e ai colleghi di Fanpage».

Il comitato di redazione di Fanpage.it condanna fortemente le parole pronunciate dal presidente di Eav Umberto De Gregorio il quale, attraverso le sue pagine social, ha definito i giornalisti della testata "killer della comunicazione" e "stupratori dell'informazione". Il tutto è accaduto in seguito alla pubblicazione di un'intervista video rilasciata dallo stesso De Gregorio alla testata in merito ai fatti di San Giorgio a Cremano, dove una ragazza 24enne è stata violentata. De Gregorio, che come fa notare il presidente dell'Odg Campania è peraltro un giornalista pubblicista, ha contestato alla testata di aver applicato tagli alla dichiarazione rilasciata alla collega Gaia Martignetti, alterando il concetto da lui espresso. Tagli che, in seguito alla pubblicazione del video grezzo integrale, si dimostrano ininfluenti sul concetto espresso, contenente parole certamente discutibili della cui gravità il presidente deve essersi reso conto solo in un momento successivo alla pubblicazione del contributo. Auspichiamo dunque un ravvedimento da parte di De Gregorio, affinché si possa scongiurare un clima di ostilità che contribuisca ad amplificare la tensione di queste ore dovuta ai drammatici fatti di cronaca.

Umberto De Gregorio, attuale presidente dell'Eav, Ente autonomo Volturno, gestore del trasporto pubblico della Regione Campania, (Circumvesuviana, Cumana, Circumflegrea) in un video, pubblicato sul suo profilo Facebook, accusa Fanpage.it di aver manipolato, tagliandola artatamente, una intervista sullo stupro di una ragazza avvenuto all'interno di una stazione della Circumvesuviana a San Giorgio a Cremano. De Gregorio, alla domanda della collega: «A questa ragazza cosa sente di dire ora che la sua vita è cambiata inevitabilmente per sempre?», ha risposto: «Di guardarsi dalle amicizie perché questi che l’hanno violentata pare che fossero amici». «La reazione di De Gregorio è stata quella di attaccare Fanpage, parlando di “killer dell'informazione” – affermano il Sindacato unitario giornalisti e l'Unione cronisti della Campania in una nota – Ebbene, non c'è alcun taglio tendenzioso nell'intervista. Nell'intero colloquio con la giornalista non c'è alcun ragionamento che induce a modificare le parole infelici pronunciate dal manager, parole che riproducono il solito insostenibile concetto che in qualche modo la vittima “se l'è cercata”. La collega, infatti, correttamente lo incalza, affermando che “non è colpa della ragazza se è stata violentata”. Lui, ancora più infelicemente, risponde: “Ma non è neanche colpa mia”. Invece di attaccare la stampa, De Gregorio chieda scusa per quello che ha detto. Il Sugc esprime solidarietà ai colleghi di Fanpage, e, se necessario, sarà pronto ad affiancarli in qualsiasi sede”.