La pizza crea dipendenza? Qualcuno che non può proprio farne a meno, tanto da farla inserire perfino tra gli alimenti concessi dal nutrizionista nella dieta settimanale, ne è assolutamente convinto: cos'è una settimana senza una grande pizza, meglio se margherita dop alla napoletana? Detto ciò, pare che questo modo di dire sia sostanziato anche scientificamente: un approfondimento online su Cnn Health, che parte dai risultati di uno studio di qualche anno fa, cerca di dimostrare infatti che la pizza è il cibo numero uno tra quelli che creano un sintomo associabile alla dipendenza.

Gail Vance Civille ha fondato di Sensory Spectrum, ovvero un'azienda di consulenza che aiuta le imprese a comprendere come gli stimoli sensoriali guidano le percezioni dei consumatori. E spiega: "Sono affascinato dal fatto che le persone mangino quasi ogni tipo di pizza, non necessariamente la ‘migliore'. E sicuramente ciò è collegato alla scelta superba di ingredienti che contengono grassi, zucchero e sale, che soddisfa l'amigdala, un'area cerebrale, e rende il cervello molto felice".

Nello stesso reportage Cnn, parla Herbert Stone, analista sensoriale: "Una buona combinazione tra la base, la mozzarella costituisce un abbinamento complementare di ingredienti aspri e piccanti. Poi c'e' il pomodoro cotto "con un carattere fruttato, che completa il formaggio". Anche i colori secondo gli studiosi giocano un ruolo importante nella capacita' di far venire l'acquolina in bocca. Una sinfonia, dunque, tra ingredienti, colori, odori e sapori. Non stupisce quindi che negli Stati Uniti le degustazioni di questo patrimonio Unesco vengano identificate come "Esperienze"