Luciano De Crescenzo mentre fotografa
in foto: Luciano De Crescenzo nelle insolite vesti di fotografo

Luciano De Crescenzo è stato sicuramente uno degli artisti più amati della  Napoli del Novecento. Scrittore, poeta, regista e attore, alcune delle frasi contenute nei suoi libri e nei suoi film sono diventate celebri in tutta Italia, addirittura alcune sono state stampate su magliette o sono finite nei classici foglietti che incartano i Baci Perugina. Nonostante egli non abbia in vita mai ‘prodotto' merchandising, non è difficile trovare in vendita sul web t-shirt con stampe di sue frasi ‘prese a prestito' se così si può dire. Col gusto sempre pronto per la battuta, De Crescenzo non produsse libri di aforismi ma nonostante ciò le battute tratte dalle sue sceneggiature o dai suoi volumi o addirittura quelle epigrafiche, fulminanti, cariche di ironia tratte dalle sue interviste, sono diventati veri e propri modi di dire.

Da Così parlò Bellavista a Il dubbio, da 32 dicembre a Il caffè sospeso, da Panta Rei  a Napolitudine, ecco una selezione delle frasi più amate dai suoi fan. Pillole di filosofia  che oggi fanno parte dei discorsi di molti napoletani e non.

  •  Gli uomini sono angeli con un'ala sola. Possono volare solo abbracciati (Dal film Così parlò Bellavista).
  • A volte penso addirittura che Napoli possa essere ancora l'ultima speranza che resta alla razza umana (Dal film Così parlò Bellavista).
  •  La lunghezza effettiva della vita è data dal numero di giorni diversi che un individuo riesce a vivere. Quelli uguali non contano (Dall'opera Panta rei).
  •  La parola esagerazione non esiste nel vocabolario dell'amore (Dal libro Così parlò Bellavista).
  •  Molti studiano come allungare la vita, quando invece bisognerebbe allargarla (Dal film 32 dicembre).
  • Io non sono te e tu non sei me. Però, tutti e due siamo noi (Dal libro I pensieri di Bellavista).
  • In ogni storia d'amore c'è sempre uno che si annoia e uno che soffre. Il fatto è che ci s'innamora contemporaneamente e ci si disinnamora in tempi diversi. Quello a cui l'amore finisce prima si annoi (Dal libro I pensieri di Bellavista).
  • Quando hai paura di qualcosa cerca di prenderne le misure e ti accorgerai che è poca cosa (Dal libro Storia della filosofia greca. Da Socrate in poi).
  •  Il segreto della vita è la distrazione, ovvero il dimenticarsi che esiste la morte (Dal libro I pensieri di Bellavista).
  • I sorsi di caffè napoletano: brevi, gustosi, ma capaci di salire nelle vicinanze del cervello e fargli un po’ di sano solletico (Dal libro Il Caffè sospeso).
  •  "Solo gli imbecilli non hanno dubbi"; "Ne sei sicuro?"; "Non ho alcun dubbio!" (Dal libro Il dubbio).
  • Al Niente preferisco l'Inferno, se non altro per la conversazione (Dal libro I pensieri di Bellavista).
  •  Spesso fa più male la paura di morire che la morte (Dal libro Storia della filosofia greca. Da Socrate in poi).
  • Il passato non sta mai fermo un attimo: è mobile come una bandiera in una giornata di vento (Dal libro Il dubbio).
  • Correvo per il motivo più vecchio del mondo: per amore. (Dal libro Ti poterà fortuna).
  • «Eppure vorrei che di me si dicesse che sono uno scaletto a tre gradini.»
    «Uno scaletto?»
    «Sì, di quelli usati per prendere i libri che sono più “in alto”…» (Dal libro Ti poterà fortuna).

Uno dei motivi dell'enorme fascino di De Crescenzo è stato sicuramente nella sua estrema comunicatività: nei suoi interventi televisivi era capace di calamitare l'attenzione e raccontare aneddoti, storielle, vicende anche personali con una scioltezza incredibile: la tv fece emergere subito le qualità dell'ingegnere Ibm che rapidamente ‘mollò' il lavoro d'ufficio per buttarsi in quello dello spettacolo, della tv  e del cinema. Erano gli anni Ottanta e grandissima era l'attenzione per un personaggio così carismatico che subito emerse e fece successo. Nel corso degli anni le sue frasi sono continuate a circolare sotto forma di aforismi, citate ovunque.

Proprio una frase, una considerazione dello scrittore ha in un certo senso ‘segnato' anche dopo la morte il suo cammino. Quando ci sono stati a Napoli i funerali di Luciano De Crescenzo, è stato annunciato che a lui sarebbe stato intitolato lo storico vico Belledonne a Chiaia. Tutto è da ricondurre ad un periodo contenuto nel libro "Ti porterà fortuna", uno degli ultimi, un dialogo fra il filosofo partenopeo e una giovane studentessa:

«Ebbene sì, lo confesso, e non è la prima volta che lo racconto a qualcuno. Anch’io vorrei che mi dedicassero una strada… il più tardi possibile, ovviamente. Potendo scegliere mi accontenterei del vicoletto Belledonne a Chiaia, dove ho vissuto felice tra il ’45 e il ’47. Basterebbe anche solo mezzo titolo, per esempio vicoletto De Crescenzo e Belledonne».