"Mazz' e panell fann e' figl bell": qual è l'origine del celebre proverbio napoletano?
in foto: "Mazz’ e panell fann e’ figl bell": qual è l’origine del celebre proverbio napoletano?

Il proverbio rappresenta la sintesi perfetta fra saggezza popolare ed esperienza: traduce, con metafore e giochi di parole, una verità incontrovertibile, universalmente riconoscibile da tutti. Ogni dialetto ha il suo proverbio, anche se in molti casi si tratta di una semplice traduzione dello stesso principio: è il caso, ad esempio, del celeberrimo detto "mazz’ e panell' fanne ‘e figl bell". Una verità ancora oggi riconosciuta come valida che trova nella lingua napoletana la sua più alta espressione: ma questo proverbio nasce davvero a Napoli?

Il proverbio napoletano: un gioco di metafore

Attraverso formule semplici e giocose, ma a ben vedere molto complesse dal punto di vista linguistico e retorico, i proverbi sanno sempre come risolvere una situazione d’incertezza o come descrivere, in modo “allegorico”, il mondo circostante. I proverbi sono la declinazione popolare del sillogismo filosofico: ogni situazione ha una sua coerenza interna, e rappresentano l’enciclopedia del nostro sistema di valori.

Nel caso delle “mazze” e delle “panelle” la verità che viene suggerita è semplice, concisa ma di grande effetto: crescere bene un figlio è una pratica complessa che deve sempre prevedere amore e affetto, ma che non deve mai sottovalutare l’estrema importanza “pedagogica”, diciamo così, della severità. Perché, ci spiega il proverbio, “panella senza mazz fann e’ figl pazz”. Indulgenza e permissività non erano prerogative riconosciute come valide, insomma, in un mondo che ci vuole pronti ad affrontare anche le situazioni più dure: abituare i bambini fin da piccoli ad accettare, oltre alla carota anche il bastone, è indispensabile.

Questa verità, che in napoletano si manifesta attraverso le emblematiche metonimie della “mazza”, intesa in senso figurato come “fermezza” e “disciplina”, e delle “panelle”, che propriamente sono panini dolci, simbolo delle coccole amorevoli, non è però un sapere custodito solo dal popolo napoletano. In tutto il centro e sud Italia si ritrovano infatti delle varianti, differenziate dal linguaggio e dal dialetto, di questo proverbio.

Mazz’ e panell: una saggezza che viene da lontano

Addirittura l’inglese conosce una versione, forse molto meno vivace e colorita, del proverbio: "spare the rod and spoil the child" rappresenta la declinazione british dell’unica grande verità, quella che riconosce nell'eccessiva permissività del genitore il preludio di un figlio viziato e fragile. È evidente, da questo esempio proveniente da oltre Manica, che il proverbio non sia ad uso e consumo esclusivo degli autoctoni napoletani: come è possibile?

Una delle ipotesi potrebbe essere quella che la pratica popolare del proverbio sia l’espressione forse più autentica di una comune radice culturale: quella che, attraverso i latini, è passata nel mondo cristiano ed è arrivata fino a noi. Non dimentichiamo infatti che uno dei libri più importanti dell’Antico Testamento è quello dei “Proverbi”: ed è proprio qui, nella traduzione latina di san Girolamo conosciuta come “Vulgata”, che si riconosce l’antenato del celebre detto napoletano. "Qui parcit virgae, odit filium suum", traduce Girolamo, suggerendo per la prima volta la massima che verrà seguita da generazioni di genitori fino ai giorni nostri.