Un bene confiscato alla camorra e affidato a una onlus, una biblioteca all'aperto e, soprattutto, la voglia di riscattare un territorio dando spazio alle forze positive che lo animano. Nasce così, nel cuore del Rione Sanità, nel centro di Napoli, il "vicolo della Cultura", primo in Italia, inaugurato ieri, 28 dicembre; è in via Montesilvano, che collega via Santa Maria Antesaecula con via dei Cristallini.

Nella stradina si trova un bene confiscato alla malavita organizzata, che è stato affidato alla Opportunity Onlus, presieduta da Davide D'Errico. Era stato inaugurato esattamente un anno fa, nel dicembre 2018, per avviare corsi per bimbi e per offrire assistenza medica e legale, ed era stato il primo passo per il progetto che ha portato, oggi, al Vicolo della Cultura. Il "basso", caratteristica abitazione fronte strada dei vicoli napoletani, è intitolato a Lucio D'Errico, il nonno di Davide, che venne ucciso dalla camorra nel 1993; vittima innocente ed estranea a qualsiasi logica criminale, ammazzata perché si era si era rifiutata di pagare il pizzo per il suo capannone di materiali elettrici a Ponticelli, nella periferia est di Napoli.

Tra i testimonial del vicolo della Cultura, decorato con opere di street art coi volti di Massimo Troisi, Pino Daniele, Peppino De Filippo, Totò e Sophia Loren, ci sono anche gli scrittori Maurizio de Giovanni e Lorenzo Marone, che hanno donato alcuni libri per la biblioteca all'aperto. All'inaugurazione ha preso parte anche una delegazione del Comune di Montesilvano (Pescara).

"Oggi – scrive su Facebook Luigi Felaco, assessore ai Beni Confiscati del Comune di Napoli, presentando l'iniziativa – l'inaugurazione del vicolo della Cultura nel bene confiscato ai clan della Sanità che abbiamo affidato ai fantastici ragazzi di Opportunity Onlus. Da oggi esistono edicole culturali lungo la strada. Ci trovate luce e libri! Esattamente ciò di cui hanno bisogno i nostri vicoli. Sono doppiamente felice e grato in qualità di Assessore ai Beni Confiscati, alla creatività e decoro urbano. Poi teatro dai balconi, scrittori, istituzioni e tante persone. Perché la strada è di tutte e tutti come i beni confiscati alla camorra della nostra città".