"Quando ti metterai in viaggio per Itaca devi augurarti che la strada sia lunga, fertile in avventure e in esperienze" scriveva il poeta greco Costantino Kavafis nella sua "Itaca", poesia che mette l'accento sul concetto di viaggio e di esperienza, elogio di una lentezza che insegni a godere della bellezza che si incontra nella vita. E proprio "Itaca" è stata una delle ispirazioni degli ‘o Rom, la band nata nel 2008 da un’idea di Carmine Guarracino e Carmine D’Aniello, musicisti con una forte passione per la world music che in questo progetto hanno voluto far incontrare la tradizione rom e quella dell’Italia meridionale, mescolando gipsy, nomadismo e napoletanità, facendosi accompagnare, negli anni, da diversi musicisti di etnia Rom e di nazionalità Rumena, tra cui Ilie Pipica (violino), Nelu Tita (fisarmonica), Doru Zamfir (fisarmonica), Ilie Zbanghiu (contrabbasso), Costel Lautaru (fisarmonica), Valentin Lautaru (contrabbasso). La band, inoltre, è parte integrante del progetto Terroni Uniti con cui hanno collaborato alla composizione dei brani “Gente do sud”, “Simme tutte Sioux”, “Non è che l’inizio” e “Jatevenne”.

Il significato di Shukar Drom

Il gruppo torna con una nuova canzone, "Shukar Drom", che anticipa il nuovo album in uscita il prossimo autunno. Il singolo, il cui titolo in romanì significa "bel viaggio" è "il racconto di un percorso che prende ispirazione da Itaca, poesia del greco Costantino Kavafis che pone l’accento sulle “lunghe strade”, gli ostacoli e i traguardi prima di raggiungere una meta. Allo stesso modo, Shukar Drom diventa la parabola di quei percorsi impervi che non devono avvilire il viandante ma spronarlo a stringere i denti per arrivare a destinazione. È in questo viaggio che si diventa ‘rom’, che si assorbono culture e tradizioni diverse, che si generano quelle contaminazioni proprie soltanto dei popoli nomadi".

Un video girato a Scampia

Un inno all'apertura e al "diverso" che per la band è anche un momento importante di passaggio che sceglie di abbracciare completamente la sonorità della world music, autentica e senza suoni elettronici, attraverso un brano cantato interamente in napoletano, avvalendosi anche di un video girato a Scampia che racconta la vita di Giacomo e Maria (nomi di fantasia), due bambini cresciuti nelle Vele che provano a riscattarsi grazie a progetti sociali e di integrazione: "I due bambini si cercano per tutta la città, in un viaggio di coraggio e di paure, fino ad incontrarsi in un vasto parco per ascoltare i suoni gipsy degli ‘o Rom. Per Giacomo e Maria, la band ha in serbo un regalo: un concerto dedicato solo a loro per permettergli, attraverso la world music di Shukar Drom, di rivivere le tappe di quel viaggio che li ha fatti diventare rom".