Aveva otto anni, Sergio De Simone, quando dal quartiere napoletano del Vomero venne deportato prima ad Auschwitz e poi ad Amburgo e qui sottoposto a sperimentazioni pseudoscientifiche prima di essere ucciso. La sua colpa? L'origine ebraica e il vivere in Italia dove le folli leggi razziali del fascismo diedero la possibilità ai nazisti di scatenare la ‘caccia al giudeo' e la successiva deportazione nei campi di sterminio.

Sergio De Simone è passato alla storia per essere l'unico bimbo italiano sottoposto a sperimentazioni in un lager. Il medico e criminale nazista Kurt Heissmeyer si fece assegnare 20 piccoli ebrei come cavie che gli furono procurati facendoli prelevare dal campo di sterminio di Birkenau dall'altrettanto tristemente celebre dottor Josef Mengele. Il nazista, entrando nella baracca dei bambini per selezionarli disse: «Chi vuole vedere la mamma faccia un passo avanti».  Ai bimbi così selezionati  e successivamente trasferiti nel campo di concentramento di Neuengamme, presso Amburgo, vennero inoculati bacilli della turbercolosi, allo scopo di verificare strampalate teorie. Vennero poi tutti barbaramente ammazzati a pochi giorni dalla Liberazione, nei sotterranei della scuola amburghese di Bullenhuser Damm.

La lapide che ricorda il sacrificio del piccolo Sergio De Simone nel Cimitero di guerra italiano di Amburgo
in foto: La lapide che ricorda il sacrificio del piccolo Sergio De Simone nel Cimitero di guerra italiano di Amburgo

Dopo anni di triste oblìo, la storia di Sergio e della sua famiglia è stata acquisita a pieno titolo nella memoria delle atrocità naziste da ricordare nel Giorno della Memoria che cade il 27 gennaio di ogni anno. Al piccolo l'Azienda Ospedaliera Santobono Pausilipon ha intitolato la struttura ‘Palabimbo‘.