Si avvicina il Natale e, come da tradizione, per le strade di Napoli (e non solo) non si contano gli zampognari, elementi caratteristici della Natività napoletana e meridionale in genere. Una tradizione che risale alla fine del Settecento e che, ancora oggi, è molto forte: tanto che la figura viene ancora oggi rappresentata sul presepe, soprattutto quello partenopeo. E che proprio a Napoli si sviluppò così come la conosciamo ora ( La zampogna, del resto, e i zampognari, hanno un'origine più antica, e che risale addirittura al mondo ellenista e latino), assieme a "Tu se scendi dalle stelle", canzone che ancora oggi è forse la più cantata in occasione del Natale non solo a Napoli e nel Meridione, ma in tutta Italia, e che coincide con l'arrivo della cosiddetta "Novena dell'Immacolata Concezione", ovvero il periodo che porta all'8 dicembre, giorno in cui viene ricordata "l'Annunciazione" alla Madonna.

L'origine degli zampognari

Gli zampognari, letteralmente "coloro che suonano la zampogna", risalgono a fine Settecento, con la nascita di "Tu scendi dalle stelle", canto natalizio composto nel dicembre del 1754 a Nola, nel napoletano, dal vescovo (successivamente proclamato santo) Alfonso Maria de' Liguori, e che era la versione italiana dell'originale, creato pochi giorni prima, della canzone "Quanno Nascette Ninno". Quando questa canzone, che ebbe subito un grande successo, veniva cantata nelle strade, era proprio de' Liguori a raggruppare i lazzari napoletani, insegnando loro il testo e portandoli in giro a cantare e, contemporaneamente, espandere la loro conoscenza del cristianesimo. La zampogna arrivò poco dopo, per "coordinare" proprio il movimento del "gregge" pastorale ed il loro canto. E così, nacque la figura dello zampognaro che, per questo, era sempre in coppia: uno a suonare lo strumento, e l'altro a cantare. L'origine però è ancora più antica: lo zampognaro, infatti, ricalca la figura dei pastori dell'antica Roma che, con l'uso di uno strumento a fiato chiamato "utriculus", richiamavano a loro il gregge di pecore. Una figura che a sua volte era arrivata dal vicino Oriente e che in breve tempo si espanse nella classe agricola romana.

La storia della zampogna dal dio Pan a Nerone

Il primo "vero" zampognaro  accertato è però l'imperatore Nerone. Grande appassionato di musica, era solito suonare l'utriculus come dileggio: strumento che arrivava dalla Grecia, dove era legato al dio Pan. Lo strumento infatti riassumeva una sorta di "unione" tra l'elemento maschile con quello femminile che rappresentava lo stesso dio greco, che proteggeva anche i pastori. L'abbinamento tra la zampogna ed il Natale nasce dal momento in cui il dio Pan ha iniziato a essere "sovrapposto" al solstizio d'inverno, che segna la rinascita del Sole. E proprio alla festa del Sol Invictus, che si festeggiava a fine dicembre, fu sovrapposta dal cristianesimo la nascita di Cristo. E così proprio i pastori, con la loro zampogna, perfezionata poi nel corso dei secoli diventando come la conosciamo oggi, scendevano poi nei paesi nel periodo diventato poi "pre-natalizio", suonando le canzoni della Natività che, inizialmente, segnava appunto la rinascita del Sole.