"Dovete essere vicini al vostro sindaco. Quando era pm e gli hanno tolto le inchieste, è come se lo avessero ucciso. Luigi è un altro pm morto", ha detto Salvatore Borsellino. Parole, queste del fratello di Paolo Borsellino, ucciso dalla mafia nella strage di via D'Amelio, che hanno commosso Luigi De Magistris. Il sindaco di Napoli non è riuscito a trattenere qualche lacrima. "Avere un riconoscimento così alto dal fratello del giudice Paolo Borsellino mi ripaga di ogni sofferenza. Le sue parole sono una grande carica per portare avanti, oggi da sindaco con i napoletani e i meridionali, l'assalto finale contro le mafie", ha detto il primo cittadino, che questa mattina è intervenuto, insieme a Borsellino, alla cerimonia dell'intitolazione dell'aula magna l'aula magna del 31° Circolo Didattico Istituto comprensivo di Napoli a Paolo Borsellino.

"Sono qui per lottare per mio fratello, per la verità, per la giustizia perché la verità sulla morte di mio fratello non è ancora conosciuta. Paolo è caduto come un soldato ma chi lo ha ucciso è arrivato alle spalle e non lo potrò piangere fino a quando non ci saranno verità e giustizia e quindi, forse, mai in questa vita", ha detto ancora Borsellino.  "Quando io non avrò più la forza di gridare Resistenza, ci saranno i giovani a farlo e forse in questo Paese si sentirà un fresco profumo di giustizia ed è da Napoli che sta partendo il riscatto del Sud". E' d'accordo il sindaco De Magistris: "La storia di Paolo Borsellino è commovente, e dà la carica a chiunque abbia sete di giustizia. Vogliamo un Mezzogiorno definitamente liberato dalle mafie. Ci fermeremo quando l'ultimo mafioso di Stato sarà cacciato dai palazzi delle istituzioni di questo Paese".