Massacravano le loro vittime con spranghe di ferro e mazze da baseball, per poi incassare il premio dell'assicurazione facendo passare le lesioni come il risultato d'incidenti. A chi si sottoponeva al ‘trattamento', perché minacciato o per disperazione, spesso solo qualche centinaia di euro. Così è finita in manette una banda di truffatori senza scrupoli, fermati dai carabinieri di Grazzanise (Caserta), che hanno eseguito sei ordinanze di custodia cautelare in carcere firmate dal gip Nicoletta Campanaro, mentre altrettante persone risultano indagate a vario titolo con l'accusa di aver fiancheggiato il gruppo, rendendo possibili le truffe.

Su il Mattino la ricostruzione di uno dei casi venuti alla luce nelle indagini. Le violenze contro un giovanissimo disabile, a cui la banda aveva già spezzato una gamba. "È meglio che ti fai spezzare le gambe, altrimenti ti picchio tutti i giorni", una delle minacce intercettate. "Queesta volta mia mamma si insospettisce e va dai carabinieri", la risposta del ragazzo terrorizzato, che alla fine sarà massacrato a bastonate tanto da ricevere 30 giorni di prognosi per fratture multiple.

Al vertice della banda ci sarebbe Carlo Bianco, di Casal di Principe, suo luogotenente il ventenne Fabio Martino De Carles, entrambi finiti in carcere. Ed è proprio quest'ultimo a costringere il ragazzo, con disabilità fisiche e psichiche, a sottoporsi al pestaggio e grazie alla sua loquacità telefonica gli inquirenti hanno ricostruito i fatti e l'organigramma della banda: nel ruolo di ‘spezza ossa' anche una ragazza di 19 anni e un minore di 16 anni. In tutto dodici gli episodi accertati dagli inquirenti.