A poco meno di tre mesi dall'avvio, il Comune di Napoli presenta i primi dati del singolare sportello "Difendi la città", nato per monitorare espressioni ritenute offensive sul capoluogo, sui suoi amministratori e sulla sua cittadinanza. Da aprile ad oggi 115 segnalazioni ricevute, 31 azioni amministrative predisposte e 2 querele. I destinatari delle azioni legali per diffamazione aggravata non stupiranno: sono il quotidiano Libero per un articolo dal titolo "Piagnisteo napoletano" e l'ex leader della Lega Nord Umberto Bossi per frasi ritenute offensive apparse sul Corriere della Sera.

Nel dettaglio le segnalazioni suddivise in «non meritevoli di approfondimento» poiché contenenti considerazioni inquadrabili nella libertà di pensiero garantita dalla Costituzione Italiana; «in fase di analisi» ovvero al vaglio dei vari uffici competenti (non si sa quali) a fornire informazioni per le consequenziali rettifiche. Di queste, 8 sono segnalazioni provenienti da social network (Facebook e Twitter); non pertinenti o non rintracciabili e, infine, quelle scartate a priori.

“Sono molto soddisfatta dei risultati raggiunti in termini di partecipazione" dichiara Flavia Sorrentino, delegata dal sindaco Luigi De Magistris a fustigare chi offende la città – "WAbbiamo registrato la grande voglia dei cittadini napoletani di contribuire alla difesa dell’immagine di Napoli in Italia e nel mondo. Vogliamo agire contro quei luoghi comuni che nel resto del Paese spesso si fa fatica ad abbandonare e che rischiano di minare la credibilità e l’immagine di una città che è premiata ogni anno da migliaia di turisti e che per storia e cultura millenaria è considerata la Capitale del Mediterraneo". "Nei prossimi mesi – conclude – l’intenso lavoro avviato proseguirà anche col contributo di illustri personaggi del mondo culturale e intellettuale che in questi giorni stiamo provvedendo a contattare e coinvolgere".