Continua a bruciare il Vesuvio, che ormai è scomparso sotto una densa coltre di fumo grigio. I vigili del fuoco sono ancora al lavoro per spegnere i focolai rimasti dell'incendio, quasi certamente di natura dolosa, divampato in diversi punti del vulcano napoletano. Già da ieri sera nell'area interessata dall'emergenza sono intervenuti i militari dell'esercito, chiamati a sorvegliare il territorio. Nei prossimi giorni, questo è quanto emerso dal Comitato per l'ordine e la sicurezza  convocato dal ministro dell'Ambiente Galletti, "verrà ampliata la presenza in loco dei soldati nelle situazioni più critiche, nell'ottica della prevenzione".

Intanto è ancora caccia ai piromani che potrebbero aver appiccato l'incendio.  "Siamo in una fase preliminare, ma tutto fa propendere per la natura dolosa degli incendi", ha detto ieri sera il procuratore reggente di Napoli Nunzio Fragliasso. La procura ha aperto un fascicolo di indagine per l'ipotesi di incendio boschivo, reato che prevede una pena dai quattro ai dieci anni di reclusione. Per il momento non ci sono indizi per ipotizzare che dietro agli incendi possa nascondersi la camorra.