A Napoli c'è un nome che più di tutti vuol dire camorra, quel nome è Edoardo Contini. Il suo clan non ha mai vissuto "scissioni", il suo territorio gli è sempre stato fedele. Eduardo ‘o romano è stato la chiave di volta dell'Alleanza di Secondigliano, il cartello che ha egemonizzato per oltre 20 anni Napoli. Non c'era grammo di coca o appalto che si realizzasse senza il placet dell'Alleanza ed Edoardo Contini ne era il reggente. Co-fondatore insieme al defunto Gennaro Licciardi, Gennaro ‘a scigna e il giuglianese Francesco Mallardo alias Ciccio ‘e Carlantonio del gruppo criminale più potente della città ne è diventato il leader grazie alla sua capacità di unire "plata y plomo". Una grande capacità diplomatica che gli ha permesso una latitanza durata durata 7 anni lontano dal suo quartiere: San Carlo all'Arena. Anche mentre era in fuga il suo clan non ha mai ceduto, non si è mai diviso, è rimasto compatto intorno all'ultimo padrino di Napoli.

Oggi, nonostante  Romano sia in carcere, i Contini sono ancora l'ultimo gruppo camorristico capace di resistere alle "paranze" dei baby-boss. I suoi affiliati controllano il centro città ma soprattutto controllano San Carlo All'Arena, uno dei quartieri più popolosi di Napoli.

A San Carlo c'è anche una sezione storica del PD. Una di quelle che sta lì da quando il PD si chiamava ancora Partito Comunista Italiano. Ma a San Carlo All'Arena – come in tanti altri circoli – c'è aria di congresso e i ras locali hanno iniziato la solita infornata di tessere.

Dal primo gennaio al 14 febbraio a Napoli – al Partito Democratico – si erano iscritti in 2000, ovvero 300 iscritti a settimana.

Poi scatta quello che nessuno poteva prevedere: la scissione, il congresso. Ed ecco che i ras delle tessere iniziano ad imbarcare iscritti: dal 14 febbraio al 28 febbraio, 30 mila persone avrebbero preso la tessera del Partito Democratico, una media di 15 mila a settimana. Nel PD tessere sono importanti: ogni 10 iscritti si ha diritto ad un delegato al congresso. Più tessere uguale più delegati, più delegati uguale più potere.

E così un partito "scisso", a pezzi dopo gli scandali locali riesce a far decollare il numero di iscritti. Come? Iscrivendo tutti, anche affiliati a clan di camorra. È quello che è successo a San Carlo all'Arena dove gli storici militanti hanno inviato una lettera alla segreteria provinciale per denunciare la presenza di ben 3 affiliati del clan Contini. "Uno scandalo" – scrivono i militanti delusi dal sistema -, minacciano di andarsene, dicono che hanno paura di vedere la propria storia inquinata dalla camorra. "Persone che non conosciamo risultano iscritte nella nostra sezione" e precisano che, oltre i tre su menzionati, uno strano numero di cingalesi si sarebbe iscritto alla sezione del centro. Una denuncia giunta una settimana fa e custodita in attesa di capire meglio cosa stia succedendo.

La lettera – arrivata qualche giorno fa – ha scosso la segreteria provinciale. Nel Pd Napoli bocche chiuse per ora, nessuno commenta. I nomi corrono ormai di bocca in bocca. A Napoli non si parla d'altro: chi li ha portati? Perché? Perché iscrivere tre esponenti del clan egemone del quartiere?

Il congresso del PD si avvicina e le logiche clientelari – mostrate più e più volte da Fanpage –  continuano ad inquinare la vita politica della città.

Emanuele Fiano a Napoli: "Bloccate 300 tessere sospette"

Il parlamentare Emanuele Fiano, inviato dalla segreteria nazionale Dem per verificare la legittimità del tesseramento ha chiaramente detto: «Blocchiamo le 36 tessere di cui non sappiamo l'origine, quelle dei 6 cingalesi. Siamo fiduciosi che la magistratura possa accertare eventuali illeciti». «Non conosciamo i presunti camorristi che si sarebbero preiscritti al Pd per il circolo di San Carlo, ma posso dire che tutte le preiscrizioni di quel circolo sono state bloccate fin dal 24 febbraio. Non accetteremo – continua – che qualcuno iscriva al Pd dei gruppi di persone. Non vogliamo iscritti che facciano capo a una persona, né possiamo accettare in fase precongressuale che ci siano sospetti su iscrizioni esagerate che modifichino gli assetti del Pd». Fiano oggi pomeriggio ha avuto una riunione con il segretario provinciale del Pd Carpentieri e con Gianfranco Wurzburger, responsabile organizzazione del partito a Napoli. E infine: "Gli anticorpi alle infiltrazioni nel Pd a Napoli hanno funzionato. Circa 300 soggetti le cui preiscrizioni erano avvenute in modo irregolare non sono stati iscritti al Pd. Non accetteremo che qualcuno iscriva al Pd dei gruppi di persone. Non vogliamo iscritti che facciano capo a una persona, né possiamo accettare in fase precongressuale che ci siano sospetti su iscrizioni esagerate che modifichino gli assetti del Pd.

"Non conosciamo i presunti camorristi che si sarebbero preiscritti al Pd per il circolo di San Carlo, ma posso dire che tutte le preiscrizioni di quel circolo sono state bloccate fin dal 24 febbraio, tutta la documentazione – ha spiegato Fiano – è a disposizione della Procura della Repubblica di Napoli se volesse acquisirla per verificare eventuali tentativi di infiltrazione nel Pd". "Sul tesseramento a Napoli e provincia abbiamo esaminato cinque casi: Miano, San Carlo e Bagnoli a Napoli, e Quarto e Castellammare in provincia. In tutti i cinque casi il Pd metropolitano è intervenuto, prima che i fatti divenissero pubblici". "A Bagnoli e Quarto, il Pd di Napoli ha rilevato un numero esagerato di iscritti nella fase finale e ha bloccato le adesioni. A Castellammare ci sono circa 100 iscrizioni online su 250 effettuate con un unico mezzo di pagamento, un fatto che contrasta con il principio una testa, un voto e quindi anche lì le iscrizioni sono state bloccate. Queste persone non sono quindi iscritte al Pd".

articolo aggiornato il 1 marzo 2016 alle ore 17.55