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Teresa ci crede e non perché i numeri della letteratura per bambini sono gli unici che segnano periodicamente il segno positivo – sarebbe stupido illudersi che uno zero virgola, un uno virgola, possa cambiare qualcosa – ma perché è il suo sogno ed è riuscita a realizzarlo. Un sogno che forse qualche anno fa, quando alternava il suo lavoro nei centri antiviolenza per le donne, non si sarebbe aspettata potesse diventare un lavoro vero e proprio, un lavoro che oggi ha un nome, "Menabò" e una sede a Torre del Greco. "Menabò" è una libreria per bambini aperta in un paesone di oltre 90 mila persone che non brilla, esattamente, per le proprie politiche culturali e che oggi si ritrova quello che chi scrive pensa possa essere un vero e proprio regalo, ovvero un luogo pensato appositamente per i bambini, con libri scelti da Teresa e sua figlia Serena, di 6 anni e mezzo.

Non la troverete su Facebook perché "chi vuole un luogo del genere mi troverà anche senza social, luoghi che, per ora, vorrei evitare, cercando di non finire in un calderone che unisce troppe cose" mi spiega quando la raggiungo a via Martiri d’Africa 13. Ma il virgolettato è quello che la mia memoria ricorda visto che Teresa preferisce chiacchierare senza che ci sia un registratore a fissare un fiume di parole, osservazioni, consigli e botte e risposte, e stupendosi dell'attenzione che le si sta riversando addosso, sia come pubblico che come stampa locale e di settore (tocca a me segnalarle l'articolo uscito qualche settimana fa sul Libraio, ad esempio), anche perché per lei non c'è niente di speciale in quello che fa. E forse è così, o almeno lo sarebbe in un Paese normale o in quella Europa del Nord dove i dati di lettura sono molto diversi rispetto ai nostri. Teresa non si definisce una libraia vera e propria, quello che l'ha spinta a tentare una strada affascinate ma tortuosa è soprattutto una passione forte e forse è questa cosa che, fino ad ora, ha permesso che attorno a questa piccola libreria si sviluppasse un forte entusiasmo, con gruppi di lettura ormai fissi e uno zoccolo duro di appassionati che vanno a trovarla periodicamente.

La scelta dei libri è varia ma non scontata, per adesso non ci sono alcuni classici ma chissà – Teresa non scioglie il dilemma –, il punto dietro Menabò c'è l'idea di creare una piccola comunità extra digitale in cui confrontarsi e crescere. Quando si entra in questa libreria, infatti, si entra in un piccolo mondo a sé in cui si incontrano madre e figlia che consigliano, chiacchierano e si confrontano sui libri, gli editori, gli scrittori: la lunga carriera nel sociale fa sì che teresa sia molto propensa a portare nella sua libreria pagine che abbiano un senso, che raccontino una storia e che permettano di conoscere personaggi e fatti storici importanti. E così ci si può imbattere in collane sui personaggi storici (è della Lapis), la Critical Kids di Becco Giallo, in cui si trovano libri che spiegano ai ragazzi la mafia, l'immigrazione, la Shoah, la diversità, ma anche collane più ‘classiche' e così trovano spazio i bei libri di BabaLibri, Orecchio Acerbo, Terre di Mezzo, ZooLibri e tanti altri.

C'è un mondo in cui immergersi e da scoprire, quello dei libri per bambini e per adolescenti che poi, come si sa, sono libri anche per gli adulti, per capire il mondo dei più piccoli e/o semplicemente per godere di storie molto belle, accompagnate da illustrazione che potrebbero creare dipendenza. E questa libreria – e in generale le librerie per bambini e ragazzi – è un ottimo modo per alimentare questa dipendenza che non fa danni, ma, diciamocelo, porta solo vantaggi.