È stato condannato a 19 anni e 8 mesi di reclusione Antonio Zampella, unico indagato per l'omicidio di Marco Mongillo, il pizzaiolo 20enne ucciso a Caserta con un colpo di pistola partito per errore durante un folle gioco tra amici alla roulette russa nel luglio del 2016. La sentenza è stata emessa ieri dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere e forse mette la parola fine ad una vicenda che, sin dall'inizio, aveva presentato molto punti oscuri. Il magistrato che ha condannato Zampella, infatti, non ha creduto alla tragica fatalità, al colpo partito inavvertitamente, accogliendo quasi completamente le richieste del pm, cha avrebbe voluto 20 anni.

Mongillo, lo scorso luglio, si trovava in un'abitazione del Rione Santa Rosalia a Caserta, in compagnia del fratello Vincenzo – morto suicida ad ottobre – e di altri amici quando il proiettile mise fine alla sua giovane vita. La madre del ragazzo, così come il fratello e la Procura, non hanno mai creduto alla versione di Zampella e al folle gioco finito in tragedia, tanto è vero che l'assassino e Vincenzo avevano sempre fornito versioni contrastanti su ciò che accadde realmente quel giorno.