È amaro lo sfogo che Salvatore Castelluccio, parrucchiere napoletano di 46 anni, affida a Facebook: "Ringrazio il sindaco e gli assessori che mi hanno abbandonato. Mi hanno usato per la campagna elettorale, poi mi hanno lasciato solo. È arrivato il momento di lasciare questa città". Castelluccio, nel 2015, ebbe il coraggio di denunciare la camorra e il pizzo che i clan avevano deciso di imporre al suo salone da parrucchiere, in largo Ecce Homo, tra Forcella e i Quartieri Spagnoli, nel cuore del centro antico di Napoli.

Nel suo sfogo, Castelluccio non si rivolge soltanto alle istituzione, ma anche a tutte quelle associazioni antiracket e anticamorra che hanno avuto un comportamento analogo a quello di Palazzo San Giacomo: "Mi hanno avvicinato soltanto per un loro tornaconto" è il commento del parrucchiere in merito.

La richiesta del pizzo e la denuncia.

Era l'agosto del 2015 quando, mentre Salvatore stava fumando una sigaretta all'esterno di Pianeta Donna, il suo salone di parrucchiere, fu avvicinato da 5 persone arrivate a bordo di tre scooter, tra cui il boss del quartiere. Gli chiesero duemila euro da racimolare in pochi giorni ma Salvatore, che non poteva e non voleva pagare, il giorno dopo si recò immediatamente in Questura, denunciando l'accaduto. Da allora la scorta, la sfilata di istituzioni che lo hanno identificato come testimonial per la lotta contro il pizzo. Poi, però, i clienti sono diminuiti esponenzialmente e, dopo di loro, è sparita anche la classe politica cittadina.